Politica

L’ultima chiamata della politica agli imprenditori: «Credete in Piacenza Expo»

Ok in Consiglio all’aumento di capitale da 543mila euro del Comune di Piacenza, Barbieri: «Non sono soldi buttati, tuteliamo posti di lavoro». L’ennesimo appello al mondo associativo e imprenditoriale a farsi avanti

Anche questa volta il Comune di Piacenza risponde “presente” e sottoscrive l’aumento di capitale, ma esorta – per l’ennesima volta – il mondo associativo e imprenditoriale piacentino a credere maggiormente nello sviluppo dell’ente fieristico “Piacenza Expo”. Il Consiglio comunale ha dato l’ok, nella seduta dell'11 ottobre, ad un aumento di capitale da 543mila euro (un euro ad azione) che servirà per ammodernare la struttura e rilanciarla. 

Il Comune fa sempre la parte del leone nell'ente fieristico, con il suo 54% di quote. Almeno è stato seguito dalla Regione, che ha rivisto la sua decisione di vendere l’1% e con l’assessore piacentino Vincenzo Colla ha aumentato la sua presenza al 5%. Il Consorzio Piacenza Alimentare ha preso 5mila azioni e qualcosa farà anche l’autorità portuale di La Spezia. Ma non basta. «Prendiamo atto che servono investimenti in Piacenza Expo – ha detto l’assessore al bilancio Paolo Passoni - vista la situazione».

Paolo Passoni-9

La decisione di dedicare ancora altre risorse economiche nell’ente fiere ha scatenato, nuovamente, il dibattito in aula. «Non è il primo aumento di capitale – ha ricordato Massimo Trespidi (Liberi) - nel 2015 il Comune mise già 800mila euro, oggi altri 543mila euro. Come allora questo è un voto sulla fiducia, ma non può interessarsi sempre il Comune dei destini di Piacenza Expo. Si nota anche in questo caso, dispiace dirlo, il disinteresse del sistema economico e produttivo piacentino nei confronti dell’ente fiere. Bisognerebbe chiamare a rapporto gli industriali locali, che stanno dormendo alla voce “investimenti”. Servirebbe una solidarietà di sistema».

«È un voto di fiducia – ha ripreso il capogruppo leghista Carlo Segalini - ha ragione Trespidi. Però Pc Expo è un fiore all’occhiello della città. Scoraggia lo scarso interesse degli industriali per questa realtà, colpita duramente dalla pandemia. Ma noi del Comune non possiamo sempre essere i “soliti polli”».

«Quei soldi che mettiamo – è la polemica di Luigi Rabuffi (Pc in Comune) - farebbero comodo a tanti piacentini, alle prese con le conseguenze del Covid e l’aumento del costo della vita. Mi infastidisce che l’amministratore Giuseppe Cavalli critichi l’attività dei consiglieri comunali che esprimono giudizi sull’ente fieristico. Nell’arrivo nella società del Sistema portuale di La Spezia ci vedo più interesse per la logistica piacentina, piuttosto che verso il futuro di Pc Expo». Rabuffi ha poi sottolineato che, fuori dal perimetro Comune (che ha il 54% di azioni)-Provincia-Regione-Banca di Piacenza-Credit Agricole-Camera di Commercio, il resto è ben poca cosa.

Giulia Piroli (Pd) ha sottolineato l’impegno della Regione negli ultimi tempi non solo per l’ente fiere, ma per Piacenza. «Come mai il Pets Festival si è trasferito a Cremona? Era un valore aggiunto per la fiera», ha chiesto. Michele Giardino (Misto) ha sottolineato quanto l’ente fieristico aiuti gli operatori economici del territorio, piuttosto che i piacentini in senso generale. «L’Amministrazione sembra tiepida di fronte a questo aumento di capitale – è l’appunto del capogruppo dem Stefano Cugini - ne prende solo atto. Ci crede o no il nostro Comune in Pc Expo?». «Segnaliamo ancora una volta – è il parere di Sergio Dagnino (M5s) - l’assoluto non coerenza dell’investimento, che andrebbe sostenuto dai vari beneficiari dell’attività di questa realtà». Andrea Pugni (M5s) ha provato a scattare una fotografia della situazione. «Siamo come una cordata in montagna: in prima posizione, in alto, in un punto difficile, c’è il Comune, nell’ultima c’è Confindustria. Cosa facciamo? Tagliamo questa corda? Confindustria e gli altri però sono talmente lontani che non si fanno male se cadono, noi sì. Dobbiamo stimolare queste associazioni». D’accordo anche il capogruppo Fd’I Giancarlo Migli, che però prende atto della realtà: nessuno si fa avanti per rilevare un po’ di quote del Comune capoluogo. «È ora che i soci si diano una mossa», ha esortato Antonio Levoni (Liberali). A tal riguardo è passato un ordine del giorno di “Liberi” che sollecita i soci già presenti e il mondo imprenditoriale a fare la propria parte.

Il sindaco Patrizia Barbieri è convinta della necessarietà dell’aumento di capitale. «Anche in questo caso – ha espresso - stiamo dando aiuto ai cittadini, Piacenza Expo garantisce posti di lavoro. È un volano per il territorio, lo penso io e lo pensa anche l’assessore regionale Vincenzo Colla. Andate a sentire gli albergatori di Piacenza o gli imprenditori del settore per conoscere le ricadute. Per me la struttura è importante, deve dare il meglio per il sistema piacentino. Viene definita una “nuova fabbrica” dagli stessi sindacati. Noi facciamo la nostra parte, la Regione pure. Questi che mettiamo non sono soldi buttati, ma tutelano posti di lavoro e ne incrementano altri in un comparto». «Siamo convinti di investire in questa società – ha risposto a tutte le contestazioni l’assessore Passoni - è il momento della ripartenza». «I discorsi fatti oggi – è la chiosa di Roberto Colla (Pc Oltre) - mi ricordano quelli dell’aumento di capitale del 2015, poi non si è fatto nulla. Nei momenti di crisi economica bisogna investire, il Comune ha già dato. Questo è l’ultimo avviso per gli imprenditori». «Non ho molte speranze – è il commento laconico di Cugini - le associazioni mettono proprio “quattro lire” e traggono benefici dall’ente fiere».

Gallery

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L’ultima chiamata della politica agli imprenditori: «Credete in Piacenza Expo»

IlPiacenza è in caricamento