La Cattolica amplia il polo di Cremona. Barbieri: «Preoccupati da questa scelta»

Il sindaco di Piacenza riporta in Consiglio il progetto di espansione a Cremona dell'università. Rizzi (consigliere di "Piacenza Più" e docente dello stesso ateneo): «Non c’è concorrenza, la sede principale è a Piacenza e quella di Cremona necessitava di spazi più grandi»

Patrizia Barbieri

Cremona investe per l’Università Cattolica, facendo preoccupare il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri che teme un depotenziamento dell’ateneo piacentino, soprattutto per quanto concerne la facoltà di agraria. La questione è stata portata in Consiglio comunale dallo stesso primo cittadino, che ha preso la parola per informare i consiglieri di quanto avvenuto a Cremona. «Voglio condividere con voi – ha detto Barbieri - una determinata situazione: nel territorio di Cremona si è firmato l’accordo di programma dell’Università Cattolica tra il rettore Franco Anelli, la Regione Lombardia, il Comune e la Provincia, per far sì che nell’ex struttura monacale “Santa Monica” si possa ospitare il nuovo campus della Cattolica cremonese. Questa notizia non ci deve lasciare indifferenti. Per noi l’università è una eccellenza. Che queste cose accadano nel silenzio della comunità piacentina, francamente non mi piace. Significa avere scarsa attenzione per un percorso avviato nel 2016. Ci sono state un anno fa delle istituzioni cremonesi che si sono mosse per un accordo, ovvero avere tra due anni in questo edificio della Provincia di Cremona il distretto agro-alimentare della Cattolica. Tra gli artefici del protocollo c’era pure il preside della facoltà di Agraria». Il sindaco teme che l’università scelga di sviluppare maggiormente a Cremona le sue eccellenze. D'altronde il progetto la costituzione di un "Cremona food lab". «Quando ho sentito parlare di agro-alimentare un brivido mi è corso lungo la schiena. Ho contattato il sindaco di Cremona ed è stato trasparente e limpido: “non intendono rubarci niente”, ha promesso. Però sono preoccupata da alcune parole del protocollo: vogliono ospitare un migliaio di studenti in questo polo, e la Lombardia ha messo molti fondi nell’operazione. Mi hanno detto che si dedicheranno al lattiero-caseario e ai dolci. Il sindaco di Cremona mi dice di non preoccuparmi, però noi non dobbiamo essere miopi su questa vicenda, non voglio essere disfattista e pensare che il sindaco di Cremona sia sincero nel dire che il loro è solo un percorso di crescita e non un assalto alla diligenza. Però parlare di “food lab” a trenta chilometri dal nostro ateneo mi fa riflettere». 

«Saremo al fianco del sindaco Patrizia Barbieri – ha preso la parola il capogruppo Pd Stefano Cugini - in questa situazione. La notizia ci coglie di sorpresa». «Ci sarà un effetto anche in Regione – ha detto Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) - di questa comunicazione del sindaco. La Cattolica nacque più piacentina che cremonese. Si è agevolato molto lo sviluppo dell’università, con strutture come l’ex collegio Sant’Isidoro, e concessioni di parcheggi e strade. Penso che chiunque di noi ritenga la facoltà di Agraria molto legata e affine al nostro territorio: è stata molto voluta e finanziata dai piacentini». Il capogruppo di Forza Italia Sergio Pecorara si è detto «rammaricato dalla notizia».

A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato il consigliere di “Piacenza” Più Paolo Rizzi, che è docente di economia proprio all’Università Cattolica di Piacenza. «Abbiamo una sede - ha spiegato Rizzi -Piacenza-Cremona, questo progetto deriva da un atto liberale della Fondazione Arvedi che si è impegnata a ristrutturare il convento Santa Monica nel centro di Cremona. È un progetto discusso da anni e finalmente si arriva al dunque. Cremona ha dei limiti di spazio enormi, una soluzione con nuove strutture in centro dovrebbe dare slancio. Nessun timore di una concorrenza con Piacenza. Il progetto è di integrazione tra i due poli, con specializzazioni differenti tra le due città. L’ottica è quella di non farsi concorrenza tra i due atenei. Il polo principale, lo sapete, è Piacenza. È il polo principale, quello con più studenti. Cremona è più piccolo. L’ottica - ha ribadito Rizzi - è quella dell’integrazione e non della concorrenza in casa». 

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