«La Giunta attribuisce uno scarso valore alla cultura»

In un post su Facebook il patron del Piacenza Jazz Fest Gianni Azzali commenta le parole (e le scelte nella stesura del bilancio) dell’assessore al bilancio Paolo Passoni sui contributi per eventi e manifestazioni culturali

Un'edizione passata del Piacenza Jazz Fest

L’assessore al bilancio Paolo Passoni, durante il suo intervento in commissione 1 dei giorni scorsi, si è dimostrato più volte sensibile alle critiche sul tema dei contributi comunali per eventi e manifestazioni culturali. L’assessore ha difeso le scelte della Giunta. Su Facebook è intervenuto con un post Gianni Azzali, patron del Piacenza Jazz Fest, in programma proprio in questi giorni. Azzali espone così il suo pensiero sul bilancio del Comune. Da 44mila euro del 2016 si è passati ad avere nel bilancio, per eventi culturali, solo mille euro.

«Mi rendo conto che l'assessore Passoni ha delle linee guida da seguire e che quindi non è certo lui la mente che ha deciso i tagli alle associazioni culturali, ma quando si lascia trasportare da parole come “si può fare bene con poco” (anche con niente?) prendendo ad esempio la festa di capodanno in piazza (evito qualsiasi commento in merito ai dj e alla cover band degli Abba...) è lampante che non ha la minima idea di cosa significhi organizzare eventi nazionali di "vera cultura" e dei costi che questi hanno; e questo è ancora una volta paradossale, pensando alla candidatura di Piacenza capitale italiana della cultura. Caro assessore, anche quando specifica “qualcuno si è offeso”, dimostra di aver capito poco di quello che lei definisce “terreni di recente polemica”. Non si tratta di offese, ma di un po' di vergogna e preoccupazione per i metodi attuati dall'amministrazione di cui è esponente, la quale, tagliando i fondi a tutte le associazioni, ha dimostrato lo scarso e anacronistico valore che attribuite alla Cultura.

Purtroppo mi sfugge il senso della sua ultima affermazione “...vedremo di farne (?), ma soprattutto (solo!) con contributi esterni (li trovate voi?), pubblicando bandi che tengano conto degli sponsor”. Dal vostro insediamento i bandi alla cultura sono spariti; mi fa piacere che ritornino. Il Piacenza Jazz Fest ha (fortunatamente) sponsor e ha chiesto al Comune, come sempre, un riconoscimento simbolico, sia in denaro (mi creda, o facciamo le coverband o i soldi ci vogliono), ma sia soprattutto come riconoscimento di un lavoro e (ma non vorrei osare troppo) di un merito nei confronti della città che i cittadini vi hanno chiamato ad amministrare. Quindi fate il bando senza uscire con frasi come "quest'anno c'erano mille euro, ma sono già stati assegnati". La competenza amministrativa si vede anche da queste affermazioni (non sue, ma dell'assessore Massimo Polledri).

Approfitto di questa mia, che è senza volerlo diventata una lettera aperta a lei, assessore al bilancio Passoni (anche perché nessun'altro si è espresso in merito), per farle presente che il Piacenza Jazz Club versa al Comune di Piacenza diecimila euro l'anno di affitto per una sede (il Milestone, ndr) che utilizza per fare quell'animazione culturale che, oggi in particolare, è la grande assente in città; ciò significa che siamo noi a sostenere il Comune, non solo con le nostre energie, con eventi culturali finanziati dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e da sponsor privati, ma con 20mila euro nei vostri quasi due anni e altri 10mila grazie al differenziale tra i contributi comunali della vecchia giunta (8.500) e l'affitto dovuto. Piacenza, capitale italiana della Cultura 2020. Ok».

 In un altro post Azzali aveva precisato le sue osservazioni. «Per fortuna che la Fondazione di Piacenza e Vigevano crede nel progetto e lo ha sempre sostenuto in modo lungimirante e deciso, altrimenti non esisteremmo più e di questo le saremo sempre grati. Abbiamo un contributo dal Comune di Fiorenzuola, nel quale il festival organizza un concerto, un contributo dal Comune di Salsomaggiore, per lo stesso motivo, abbiamo un contributo e un Patrocinio della Regione Emilia-Romagna, il Patrocinio del Ministero per i Beni Culturali...ma Piacenza, candidata a Capitale della Cultura 2020, dove si svolge l'intera iniziativa, dov'è? Ah, scusate, è in delegazione a Roma. Alle associazioni che con i loro piccoli contributi "si annidavano" nelle spese superflue, sarebbe bastata un po' di solidarietà, di riconoscimento e, perché no, di riconoscenza, sarebbe bastato un “siete importanti, purtroppo in questi due anni non ce l'abbiamo fatta, tenete duro e vedremo come fare per il futuro”, parole purtroppo non pervenute».

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