«La Giunta Fontana si dimostra debole nel difendere l’ospedale di Castello»

L’intervento del comitato “I castlan i disan no”

«Eludere la necessità di una forte e netta azione politica a difesa del proprio ospedale civile e nascondersi dietro dotte disquisizioni tecnico giuridiche per bocciare una mozione che richiama all’impegno tutto il Consiglio Comunale unito, ha mostrato la debolezza della Giunta del sindaco Fontana sulla politica sociosanitaria di fronte al depotenziamento che gradualmente, ma con ostinata puntualità si manifesta ogni giorno di più. A nostro avviso non è sufficiente un voto negativo, una volta, una tantum, in Conferenza Territoriale Sociosanitaria per sentirsi a posto con la propria coscienza politica e cercando copertura davanti al personale sanitario, “avendo osservato una deriva di inquietudine e disagio nell’ambiente ospedaliero” come recentemente dichiarato.

Ai cittadini, alla gente, chi ci pensa? Il piano non sarà rivotabile giuridicamente, ma da un punto di vista politico si potrebbe contestare e rimetterlo in discussione davanti ai cittadini ed alle Istituzioni…basterebbe volerlo! La battaglia a difesa del nostro ospedale richiede forza di volontà, costanza ed una continua presenza sul “pezzo” che chiede tempo, fatica e competenza. Le inaugurazioni in pompa magna, ma solo parziali, di padiglioni costati centinaia di migliaia di euro ai contribuenti e poi lasciati vuoti per i due terzi al rustico, possono dare visibilità personale momentanea, ma generano confusione nei cittadini mostrando una realtà che purtroppo non c’è. Ed il rischio di diventare complici è dietro l’angolo.

Bizzarro poi, l’invito che fa il sindaco Lucia Fontana, la più alta autorità istituzionale in campo sanitario del territorio, al Comitato “I Castlan I disan No” di far ricorso amministrativo. Sapendo benissimo, per la sua professione, che ciò sarebbe casomai compito dell’Istituzione che ella stessa rappresenta. Comunque sappia che godrebbe del nostro incondizionato sostegno, qualora l’Amministrazione comunale decidesse, invece di schernirci, di passare finalmente ai fatti. E poi, da che pulpito arriva l’invito beffardo…nessuna azione ci risulta intrapresa dalla Presidente del Distretto di ponente, che è il nostro sindaco, a seguito della nostra segnalazione trasmessale con mail del 2 marzo 2017 circa la scoperta, rivelatasi concreta ed esatta, di un’errata votazione in Conferenza socio sanitaria. Tutto fu risolto in sordina nei giorni seguenti nelle stanze dell’Ufficio di Presidenza della Conferenza Territoriale Sociosanitaria, liquidata come semplice e banale lapsus del Segretario d’Assemblea. Intrigante è anche l’affermazione di Fontana sulla stampa, riferita al nostro esposto penale in merito all’abbattimento della Chiesetta dell’ospedale. Il Sindaco dichiarava, riferendosi al Comitato: “forse perché scoraggiato dalla pronuncia di archiviazione da parte dell’Autorità Giudiziaria…”. Strano! Sia a noi che abbiamo depositato l’esposto alla Procura della Repubblica di Piacenza, che allo studio legale che ci tutela, non risulta ad oggi alcuna comunicazione di archiviazione, seppur prevista nei termini. Pertanto, la dichiarazione del Sindaco ci sorprende e ci turba, ritenendo riprovevole per una sana deontologia professionale, che una terza persona, sia pure dell’ambiente ma con titolo di avvocato, abbia reso pubbliche comunicazioni giuridicamente sensibili e, fino a prova contraria non veritiere, ancor prima che i diretti interessati ne siano ufficialmente a conoscenza. Ed ancor peggio ci indispone il fatto che le abbia esternate pubblicamente sul giornale provocando così motivo di eventuale discredito del Comitato. Ma è soprattutto alla luce di ciò accade al nostro ospedale, con alcuni servizi sospesi o trasferiti, con bravi medici esuli in altre strutture più accoglienti, con primariati vacanti e solo promessi, con ambulanze che portano altrove i nostri pazienti senza più fermarsi al locale pronto soccorso, che non ci sentiamo affatto rassicurati dalle generiche esternazioni del Sindaco Fontana. Continueremo così la nostra azione di stimolo nei confronti della politica e delle istituzioni che riteniamo troppo morbide se addirittura non sottomesse ed accondiscendenti al volere di chi, a nostro avviso, sta sbaraccando l’ottima sanità pubblica che i nostri padri ci avevano lasciato».

IL COMITATO “I CASTLAN I DISAN NO”

Silvia Brega presidente, Angelo Boledi vicepresidente

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