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La Giunta ha deciso: l'addizionale Irpef nel 2019 rimarrà invariata

L’Amministrazione Barbieri non ritoccherà le aliquote dell’addizionale Irpef. La Giunta: «Scegliamo una strada più in salita per far quadrare i conti, venderemo solo le quote di Iren. Il sacrificio lo farà il Comune». L'assessore Passoni: «Spese ancora più ristrette, ma salvaguarderemo i servizi»

«Il Comune di Piacenza non aumenta le tasse». L’assessore al bilancio Paolo Passoni fa una sintesi stringata di quanto deciso oggi dall’Amministrazione Barbieri. La Giunta, dopo un lungo approfondimento, ha scelto di non ritoccare verso l’alto l’addizionale Irpef nel 2019. «Abbiamo deciso di mantenere le aliquote attuali – ha spiegato il sindaco Patrizia Barbieri, circondata dalla sua Giunta quasi al completo – del 2018, ovvero quelle ferme al 2012.

Rimane così nel cassetto la delibera di aumento dell’Irpef già votata dalla Giunta Dosi (e dal precedente Consiglio) al termine del suo mandato, delibera poi bloccata dal Governo che ha stoppato tutti i possibili aumenti. Da Roma questa volta era arrivata la possibilità di reintrodurre gli aumenti per i piacentini e ridare ossigeno alle casse comunali. L’Amministrazione ci ha pensato un po’, con un ampio e articolato dibattito interno tra le forze del centrodestra, e poi ha scelto di rinunciare all’introito da 2,6 milioni di euro che l’ok alla vecchia delibera avrebbe portato in dote per il 2019. «C’abbiamo lavorato e pensato tanto su – ha chiarito Barbieri -, sappiamo bene tutti quali sono le esigenze che ci chiedono i cittadini. Questa delibera era già assunta, invece noi la togliamo».

LE ALIQUOTE RIMANGONO INVARIATE

Quindi nessun scaglione attuale – ovvero del 2012 – vedrà introdurre gli aumenti decisi dalla Giunta Dosi e poi bloccati dal Governo. I redditi fino ai 13mila euro non pagano Irpef.

Da 13mila a 15mila euro l’aliquota è dello 0,42% (il ritocco scongiurato era fissato allo 0,70%).

Da 15mila a 28mila euro l’aliquota è dello 0,52% (il possibile aumento allo 0,71).

Da 28 a 55mila euro è 0,68% (i piacentini avrebbero pagato lo 0,75%).

Da 55mila a 75mila euro è 0,78%  (invece che 0,79).

Oltre i 75mila euro è e sarebbe comunque rimasta allo 0,80%.

Si parla di aumenti che per quanto riguarda i redditi di 30mila euro – per fare qualche esempio – sono di 45 euro in più all’anno, o di 88 euro per i redditi di 55mila euro. 

PASSONI: «SCEGLIAMO LA STRADA PIU’ COMPLICATA»

Per il 2019, come detto, nessun aumento. Per il 2020 e 2021, si vedrà. La Giunta si tiene l’aumento dell’addizionale come clausola di salvaguardia per far quadrare i conti. «Il Governo – ha ricordato l’assessore Passoni - ha tolto il blocco, ora è possibile aumentarle, molti comuni ne usufruiranno. Altri non possono perché da anni hanno già toccato le percentuali massime di tassazioni. Noi scegliamo una strada più in salita, la più complicata. Possiamo salvaguardare gli equilibri di bilancio in altro modo, è evidente che sarà un bilancio di maggiore contrizione della spesa». L’assessore sposta più in là il tema dell'aumento della tassazione dei piacentini. «Da oggi lavoriamo per cercare di non introdurla nel 2020 e 2021. Rimane come clausola di salvaguardia perché non possiamo sapere come si comporterà il Governo con noi in questi anni. Rimaniamo attenti su quello che succede, ad esempio si discute di un aumento dell’Iva da parte del Governo». Con questa decisione la Giunta mette uno dei primi tasselli nella composizione del bilancio previsionale 2019, che verrà portato in Consiglio comunale entro il 28 febbraio.

 
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