La Lega vince il "braccio di ferro" interno: il campo nomadi chiude entro il 2020

Il Consiglio comunale ha deciso di approvare l’odg della Lega Nord. L’assessore Sgorbati aveva inizialmente frenato la proposta, ma il Carroccio ha tirato dritto. Il sindaco ricompone la frattura: in maggioranza astenuto solo Giardino (Fi). Critica tutta l'opposizione: «Mossa da campagna elettorale, che succede dopo la chiusura del campo nomadi?»

La seduta di ieri

Poche ore prima dell’arrivo in città di Matteo Salvini, emerge l’orgoglio leghista in Consiglio comunale su uno dei cavalli di battaglia, orgoglio che mette a nudo però qualche leggera crepa nell’unità del centrodestra in Comune. La proposta di chiudere il campo nomadi – proposta da Davide Garilli e Chiara Reboli della Lega Nord - stava infatti per creare la prima frattura interna nella maggioranza. L’assessore al welfare Federica Sgorbati ha chiesto al Carroccio di mutare l’ordine del giorno al bilancio previsionale (in questi giorni il bilancio è in discussione a Palazzo Mercanti, si prosegue il prossimo lunedì) in una semplice “raccomandazione”, che non vincola in alcun modo l’Amministrazione e il Comune, ma costituisce solamente un suggerimento per il futuro. «È un tema particolarmente caro all’Amministrazione – aveva replicato inizialmente l’assessore al welfare Sgorbati - ed era anche nel programma elettorale. Ma stiamo già lavorando sulle linee da intraprendere nel merito che stiamo mettendo in campo. Suggerisco di trasformare l’ordine del giorno in “raccomandazione”». Ma la Lega ha risposto "picche" all'assessore di Forza Italia e ha tirato dritto per la propria strada. L’imbarazzo ha costretto il sindaco Patrizia Barbieri a ricomporre la frattura, correndo ai ripari. Il primo cittadino ha così smentito il suo assessore e virato verso la proposta della Lega, che così l’ha spuntata. 

L’OPPOSIZIONE CONTESTA LA PROPOSTA

Tutti i consiglieri del Pd hanno criticato l'ordine del giorno di Garilli e Reboli. «Chiudete pure il campo nomadi – ha ricordato il capogruppo Pd Stefano Cugini - poi vedremo cosa succederà… Ci sono tanti altri piacentini che sono in carico ai servizi sociali oltre ai sinti, che sono piacentini. E ci sono tanti cittadini che sono morosi nei confronti del Comune. L’apertura del campo è stata decisa nel 1998 da una Giunta di centrodestra per evitare la dispersione. In questo campo non risultano presenze abusive rispetto a tutte le altre realtà emiliane. L’acqua non si può staccare, è un bene vitale, il gas nel campo attualmente non c’è e la corrente trovo che sia corretto farla avere, altrimenti provvederebbero in altro maniera con sistemi di fortuna e ci sarebbe il rischio di creare incendi all’interno del campo. Se credete in questa cosa che proponete, votatela pure».

«C’è coerenza – ha aggiunto Christian Fiazza (Pd) – con ciò che diceva la “vecchia Lega”. Nel 2015 Pisani e Rancan proposero la stessa cosa, parlando di “smantellamento” del campo. È evidente che volete cercare il consenso tra la vostra gente portando questa proposta, salvo poi trasformarla in una “raccomandazione”. Se non la portate avanti vuol dire che c’è qualche problema tra gli otto consiglieri della Lega e la Giunta». «I “giovani favolosi” della Lega Nord – ha dichiarato Giulia Piroli del Pd - hanno presentato questo ordine del giorno. Mi ha colpito il linguaggio del documento, in cui si parla di “oggetti da spostare” riferendosi a delle persone. Ai giovani favolosi della Lega dico di imparare dal passato, invece di parlare così dei nomadi. Li spostiamo come dei pacchi? Li mettiamo negli alloggi popolari? Sarà contento il vostro elettorato se li mettete nelle casa popolari... I nomadi del campo sono piacentini, sono qua da moltissimi anni, avrebbero diritto di finire in alto agli elenchi dell’Acer se volete toglierli dalle roulotte». «Ci sono 40 bambini in quel campo nomadi – ha tuonato Giorgia Buscarini (Pd) - prima di fare queste azioni da campagna elettorale bisognerebbe pensare». Anche i grillini non hanno appoggiato la mossa del Carroccio. «Se volete togliere il campo – ha detto Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) - dovete comunque già avere una soluzione, per non fare la fine di Spazio4 che ora è chiuso. Evidenziare un problema senza avere una soluzione non serve a niente, se non a finire sul giornale».

LA LEGA DIFENDE IL PROVVEDIMENTO

«Il servizio di guardiania – ha replicato a Cugini Chiara Reboli (Lega) - se lo dovrebbero pagare loro. Se vanno a fuoco delle roulotte nel campo non è colpa del Comune. L’acqua sarà un bene vitale ma se non paghiamo le bollette ce la staccano. Non vogliamo chiudere domani il campo, chiediamo di farlo entro il 2020. Non capiamo perché i piacentini debbano pagare per persone che non contribuiscono, gente che non ha mai espreso un minimo di riconoscenza. Su 100 persone lavoreranno in 3 o 4, o sono amministratori delegati e aiutano tutti, o qualcuno trova in "qualche modo" i soldi. È una questione di giustizia la nostra proposta». La Lega non è retrocessa di un centimetro sul provvedimento. «I pensionati italiani – ha tuonato la collega di partito Lorella Cappucciati - pagano le bollette e rovistano tra i rifiuti per trovare da mangiare. Noi presentiamo questo ordine del giorno per far valere dei diritti. L’assistenzialismo lo facciamo a tutti, non solo ad alcune persone. Se io non pago la luce, me la staccano. I nomadi la devono pagare come la pago io».

GIARDINO (FI) CRITICO SULLA CHIUSURA DEL CAMPO

In Forza Italia si è levata qualche perplessità. «Ci sono dei costi – è intervenuto Michele Giardino (Forza Italia) - che potrebbero essere rivisti sul campo nomadi. Queste persone hanno perso l’attitudine al nomadismo, hanno scelto una città in cui vivere: i cento sinti di Piacenza sono qua da tempo e non hanno intenzione di spostarsi. Hanno voglia di radicarsi. Sappiamo per certo che ci sono dei grandi sprechi d’acqua, acqua che scorre continuamente là nel campo: bisognerebbe riequilibrare questo servizio. La guardiania è un altro tema su cui si può fare un ragionamento. Non si può invece discutere sulla chiusura totale del campo. Sono cittadini italiani, non condividono alcuni valori, ma sono italiani. È un argomento delicato. Non condivido perciò il senso di questo ordine del giorno». Al termine dell’intervento Antonio Levoni (Liberali Piacentini), gli ha stretto la mano.

«C’ero nel 1998 – ha rilevato Massimo Trespidi (Liberi) - quando Guidotti aprì il “campo sosta”: era la soluzione per affrontare una emergenza. Questo odg solleva un problema: nell’arco di vent’anni questa soluzione ha consentito di integrare nel tessuto locale gli ospiti del campo sosta? La semplice scolarizzazione dell’obbligo non è il termometro della loro integrazione. Se la Lega insiste e lo mette in votazione, allora c’è qualche problema di comunicazione dentro la maggioranza».

«La scolarizzazione di quei bambini – ha tuonato il capogruppo leghista Stefano Cavalli - è pari a zero, basta andare a vedere i registri scolastici. Non sono a scuola, ma girano per la città. Questo odg è stato condiviso da tutta la Lega Nord: l’abbiamo proposto all’assessore lunedì, non possiamo cambiare in "raccomandazione" la nostra proposta. Abbiamo una sola parola: accettiamo le partite giocate in squadra. Questo è un indirizzo politico, perché non c’è stata integrazione. Siamo sempre dalla parte della maggioranza, ma noi abbiamo obiettivi chiari, ci stiamo impegnando per quello. Sosteniamo il sindaco, ci siamo sempre: però vogliamo giocare di squadra. Il gruppo della Lega questo odg lo mantiene uguale».

«Siamo in campagna elettorale – è il pensiero di Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) - e tutto fa brodo. Anche i nomadi sono utili per fare un po’ di propaganda, nonostante Piacenza non viva il tema come un problema di ordine pubblico e di sicurezza da tantissimi anni. Così si va a destrutturare una comunità che è stata in grado di autogovernarsi. I fenomeni delinquenziali si sono azzerati. Diteci cosa volete fare in sostituzione del campo nomadi. Ritengo che questa sia una mezza crisi dell'Amministrazione».

IL SINDACO BARBIERI APPOGGIA LA PROPOSTA TARGATA "LEGA"

Nel vivo del dibattito, è intervenuta il sindaco Patrizia Barbieri, per dettare la linea alla maggioranza e minimizzare le divergenze interne, evidenziate da Rabuffi. «Sento speculazioni politiche – ha detto Barbieri - su questa vicenda. Non c’è crisi e nessuna divergenza di vedute in maggioranza: il discorso campo nomadi fa parte del programma elettorale, non è vero che non ne abbiamo mai parlato. Quando ho visto l’ordine del giorno sapevo già cosa avrebbe detto Cugini, vista la sua esperienza nel sociale (ex assessore ai servizi sociali, nda). La comunità dei sinti si è incontrata con noi, loro stessi ritengono di poter avviare una progettualità per porre fine a questa situazione. Devono essere accompagnati in un percorso, senza andare a discapito di altri piacentini che hanno bisogno. Questa Giunta è per l’equità sociale e l’assistenzialismo non va bene. Non vogliamo discriminare qualcuno. Raccomandazione o ordine del giorno poco m’importa: è comunque una presa di posizione su un tema a noi caro. Di crisi e malintesi tra noi sull'argomento non ve ne sono».

Levoni (Liberali Piacentini), che sembrava appoggiare la tesi di Giardino, si è così subito riallineato: «Questo Comune ha la fortuna di avere come sindaco la Barbieri. Dopo averla sentita, voteremo a favore dell'odg della Lega».

«La tutela delle minoranze – ha dichiarato ancora Trespidi - nella Costituzione c’è ancora, eviterei una guerra tra poveri. Si tratta di capire se queste persone sono povere davvero. Il controllore dei registri scolastici Cavalli dice che a scuola non ci vanno: in realtà si recano a scuola, bisogno però vedere se sono integrati o meno. Se la Lega proponesse già cosa s’intende fare per la chiusura del campo nomadi…per questo ci asteniamo».  «Rimango convinto – è intervenuto di nuovo Giardino (Fi), rimasto solo in maggioranza - che bisogna fare uno sforzo superiore, se Piacenza va in crisi per 100 sinti di cui 40 minori…Ciò che ha detto il sindaco è rassicurante, se i sinti vogliono integrarsi in un’altra maniera è un buon segnale. A titolo personale non rimango però convinto del documento della Lega».

«Noi della Lega – ha ripreso la parola ancora il capogruppo Cavalli - abbiamo una visione un po’ più dura, vogliamo dare un segnale politico importante al di fuori della campagna elettorale, un segnale di discontinuità dalla passata Amministrazione». «Il nostro gruppo convintamente – si è aggiunto il capogruppo di Forza Italia Sergio Pecorara - appoggia l’odg della Lega. 

LE PERPLESSITA’ DELL’OPPOSIZIONE: "LA GIUNTA HA FATTO UN PASSO INDIETRO"

«Ho apprezzato l’intervento di Giardino – è la replica di Rabuffi di Piacenza in Comune - è un grande valore vedere le cose per quello che sono e non per interessi elettorali. Sono soddisfatto che il sindaco abbia aperto un tavolo con la comunità dei sinti: penso che sia perciò fuori luogo, con una discussione aperta, decidere oggi se chiudere o meno il campo nomadi».

«Si sentono le unghie sui vetri – ha rimarcato il capogruppo Pd Cugini -. Il sindaco parla e improvvisamente chi era un incendiario, diventa pompiere. Io non ho strumentalizzato niente, dire che non è un problema dell’Amministrazione se una roulotte va a fuoco – si riferisce alle parole di Chiara Reboli (Lega), nda - è gravissimo. E dire anche che i ragazzi del campo hanno un tasso di scolarizzazione pari a zero – l’ha detto Cavalli, nda – è da dimostrare. Ci sono tanti altri piacentini che comunque aiutiamo a pagare le bollette. Togliere la guardiania significa a riportare i problemi che c’erano una volta».

«Se vogliamo giocare – è il parere di Dagnino dei 5 Stelle - al teatrino della politica è un conto, se vogliamo invece metterci lì come il consigliere Giardino a fare gli amministratori, allora proponiamo una soluzione». «Per voi è un segnale di cambiamento – è quanto ha detto Paolo Rizzi di Piacenza Più - per noi è un segnale, l’ennesimo, di una città meno aperta. Le motivazioni del Pd che noi condividiamo non sono dettate da calcoli elettorali – si tratta di 100 persone – ma perché tutelano le minoranze». «Oggi abbiamo visto la Giunta – ha sintetizzato Fiazza (Pd) - fare un passo indietro insieme alla maggioranza, per venire incontro a una richiesta della Lega. Il sindaco Barbieri ha messo insieme i cocci, compito che spesso ricopre un’altra figura della maggioranza: Tommaso Foti (in quel momento assente, nda)».

Al termine della lunga discussione la Lega ha portato a casa i voti favorevoli di tutto il centrodestra (ad eccezione dell'astensione di Giardino). Contro il Pd (tranne Fiazza che non ha partecipato). Piacenza Più, Movimento 5 stelle e Liberi si sono astenuti.

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