La piscina da 33 metri divide ancora il consiglio comunale

Un ordine del giorno di Polledri (poi ritirato) tocca ancora il progetto di project financing. «Meglio rinviare la decisione al prossimo mandato». Anche Sichel contesta il piano (Pd): «Una terza piscina al Polisportivo non è la scelta giusta»

Nella classifica degli argomenti che hanno tenuto banco nei cinque anni di mandato di Dosi, l’argomento piscina è uno di quello che ha più scaldato gli animi in consiglio comunale, soprattutto tra le fila della maggioranza. Durante una seduta di discussione sul bilancio ci ha pensato Massimo Polledri (Lega Nord) a presentare un ordine del giorno, in cui ha chiesto di sospendere la procedura di affido della costruzione della nuova piscina. «Abbiamo difficoltà ad avere spazi acqua adeguati, c’era l’idea di realizzarne una di 50 metri ma sappiamo che poi risulta complicato gestirle». Durante il suo intervento ha fatto anche qualche accenno sull’ipotesi di un nuovo stadio, finanziato con fondi privati, che libererebbe una bella fetta di spazio nell’area della Galleana che ospita il Garilli. «Ho già spiegato i motivi della fine del progetto - ha risposto l'assessore allo sport e ai lavori pubblici Giorgio Cisini - della piscina da 50 metri: la società che si aggiudicò l’appalto dai 9 milioni iniziali ha alzato la cifra a 14 milioni nel gennaio 2014. Quel percorso si è chiuso a malincuore e si è aperto quello da 33 metri, più fattibile per le casse comunali. È il massimo che siamo riusciti a produrre in questi due anni, il massimo che ci possiamo permettere e la risposta più immediata alle esigenze reali della popolazione natatoria di Piacenza. L’ipotesi da 50 metri non è più percorribile. La società mantovana si è proposta per un investimento: non raffreddiamo questo entusiasmo». Si allontana però l’ipotesi di posare la prima pietra entro la fine del mandato Dosi. «Lo farà il prossimo sindaco, se tutto andrà bene», ha commentato Cisini.

Critico anche il consigliere Pd Federico Sichel. Non è la prima volta che la minoranza dem picchia duro su questo argomento: per loro l'ipotesi di una piscina da 33 metri al Polisportivo è da abbandonare. «Per quanto efficiente possa essere quella zona – ha detto Sichel - non è lungimirante avere tre delle quattro piscine cittadine in unico polo. E forse non è giusto scegliere in questa ultima fase di mandato, meglio che si prenda la responsabilità di decidere il prossimo sindaco, visto l’impegna di spesa che dovrà effettuare il Comune nei prossimi anni. Magari nei prossimi anni arriveranno finanziamenti pubblici per nuovi impianti sportivi o si potrà realizzare un accordo migliore con i privati. Non credo che realizzare una terza piscina in quella zona sia la scelta giusta».

«Capisco le perplessità di Sichel – ha aggiunto Lucia Carella (Pd) - ma c’è anche la necessità di dare risposte. Ritengo, dal punto di vista della mobilità, che quell’area del Polisportivo sia già ben servita. La Raffalda è obsoleta, è corretto trasformarla in una palestra polifunzionale per rigenerarla. Non coinvolgiamo, al momento, nel discorso anche il tema “nuovo-stadio”. Sicuramente è giusto controllare i costi e il loro lievitare, spesso le cifre aumentano in corsa durante i lavori».

Il sindaco Paolo Dosi si è sentito in dovere di precisare e replicare a Polledri e Sichel. «Ci siamo scontrati anni fa con questo tema della piscina: quella da 33 metri rispondeva a meno esigenze rispetto a quella da 50, ma è molto più che sostenibile dal punto di vista economico. Il progetto da 50 metri è imploso nel tempo, l’attività del nuoto è povera, non dà ritorni economici in grado di bilanciare i costi di gestione. Bisogna garantire la sostenibilità: la scelta più realistica è quella da 33 metri, e la Raffalda è veramente troppo vetusta, andrà chiusa in qualsiasi caso. Questa è la modalità più corretta, una vasca da 33 per 25 metri è comunque doppia rispetto alle dimensioni della Raffalda». Il sindaco non ammette stop di alcun tipo. «Questo progetto langue da dieci anni, se lo lasciamo così rimarrà fermo per altri dieci anni. E gli impianti attuali rimarranno vetusti. Perciò chiedo, per lo meno alla maggioranza, contro all’emendamento».

Da sempre Roberto Colla (Moderati) si scaglia contro la sua stessa maggioranza sul tema piscina.  «Bisogna – ha tuonato in aula rivolgendosi ai colleghi - raccontarla tutta la storia. Parte di questa maggioranza, nove anni fa, disse no in quest’aula alla costruzione di un palazzo nell’area che ospita la Raffalda, mentre pensava di realizzare una piscina da 50 metri al Parco di Montecucco. Io non ero d’accordo, ma questa maggioranza scelse così. Io venni deriso e mandato a quel paese su questa questione. Ogni volta che passo al Montecucco sto male: purtroppo è andata così, avremmo potuto avere una bella piscina in quell’area. Ci sono città delle stesse nostre dimensioni che hanno la piscina olimpionica, e noi no».

Ha proposto di rimandare l’avvio dei lavori Tommaso Foti (Fratelli d’Italia). «Qualche errore è stato fatto. Confondiamo ancora le strutture ad uso pubbliche da quelle per uso agonistico. Sono due cose diverse, due usi che si contrastano. A Cremona ci sono dieci piscine e noi – rifacendosi a un’altra osservazione di Polledri sul campo Daturi – e noi abbiamo speso tre milioni al Daturi per avere un’area di sgambamento cani». Per Foti la situazione dell’impiantistica sportiva, pensando anche allo stadio Garilli, «è grave». «Perché è difficile trovare imprenditori disposti a metterci i soldi, e i pochi che ci sono li facciamo scappare, vedi volley femminile. E poi salterà fuori prima o poi la questione PalaBanca, costato 6 milioni di euro e con il terreno regalato». Foti ha consigliato di andare a vedere la nuova piscina di Carpi. «Direi di aspettare sei mesi o un anno per partire, e poi non ha molto senso realizzare una piscina vicino alla tangenziale, questa vicinanza non la rende più appetibile. Aspettiamo».

«Ancora una volta – è la polemica di Marco Tassi del Pdl - in campagna elettorale salta fuori l’idea della piscina. Qua ragioniamo con la mentalità del privato, però con soldi pubblici». Giovanni Castagnetti (Piacentini per Dosi) ha suggerito di andare avanti con il percorso sin qui affrontato. «C’è chi cerca sempre di intralciare e ostacolare chi invece propone e prova a realizzare qualcosa. Altrimenti fra qualche anno rischiamo di essere quelli che “potevano” e che non hanno fatto nulla».

Polledri, al termine del dibattito, ha chiesto ancora «prudenza e tempo», per valutare l’idea di una nuova piscina, ma - un po' a sorpresa - con un "coup de theatre" dei suoi ha ritirato l'ordine del giorno che tanto aveva acceso il dibattito sul futuro del progetto.

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