La prostituzione si allarga in città, Zanardi: «Meglio individuare una zona a luci rosse»

La proposta della consigliera del Gruppo Misto, che ha segnalato per l’ennesima volta il fenomeno all’Amministrazione: «Da sbarrare la strada che conduce al cimitero di Le Mose»

un cartello comparso a Le Mose nelle scorse settimane

Il fenomeno della prostituzione è sempre più dilagante a Piacenza e si allarga a nuove vie, periferiche e del centro storico. Gloria Zanardi, Gloria Zanardi-4consigliera del Gruppo Misto, è tornata a incalzare l’Amministrazione sulla questione, mai risolta negli ultimi vent’anni. «A Le Mose conosciamo già la situazione – ha detto in Consiglio Zanardi, che ha presentato un’interrogazione all’assessore alla sicurezza Luca Zandonella -, il parroco don Giuseppe Sbuttoni si trova le prostitute sul sagrato a Le Mose, aveva ricevuto tante promesse in campagna elettorale ma nulla è stato ancora fatto». Zanardi nell’interrogazione ha fatto qualche proposta. «Suggerisco di adottare dei provvedimenti più incisivi. Sono fondamentali i controlli della polizia municipale, gli ordini di allontanamento, una maggiore illuminazione delle aree più a rischio, il blocco all’accesso (con una sbarra) della strada verso il cimitero di Le Mose e anche dispositivi elettronici fissi per la registrazione delle targhe». L’assessore ha ricordato il maggiore impegno, da diversi mesi, della polizia municipale sul fronte prostituzione, con pattuglie in borghese che operano di frequente in diverse aree. Gli agenti intervengono con ordini di allontanamento, multe da 500 euro e cercano, laddove fosse possibile, di coinvolgere le donne in percorsi di recupero. Ma Zanardi ha fatto anche un’altra proposta. «Rispetto alla situazione attuale – ha aggiunto -, sarebbe meglio individuare delle zone a luci rosse, un quartiere o un’area in città, che permettano di monitorare meglio il fenomeno. È una proposta impopolare, me ne rendo conto. Ma la sicurezza, il decoro e l’igiene pubblica sono problemi prioritari. Pensiamoci, parlandone con il prefetto. Altre città in Italia hanno proposto di prevedere l’individuazione di aree a luci rosse, come la città di Venezia». 

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