«La Regione s'impegna a investire per la sanità piacentina»

Il presidente della Regione Bonaccini e l'assessore Venturi incontrano i sindaci del territorio. Oggi a Bologna primo confronto con la Conferenza territoriale sociale e sanitaria

Stefano Bonaccini

La Regione c’è ed è pronta a fare la propria parte per la sanità piacentina, a partire dalla realizzazione del nuovo ospedale nel capoluogo emiliano. Su cui c’è la ferma intenzione di procedere rapidamente, unendo gli sforzi di tutte le istituzioni coinvolte, per definire con la massima trasparenza la sua collocazione e gli strumenti finanziari con cui realizzarlo, in aggiunta alle risorse necessarie che la Regione è pronta ad assicurare.  Lo hanno ribadito oggi il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, che a Bologna, nella sede dell’Amministrazione regionale, hanno incontrato i sindaci dell’Ufficio di presidenza della Conferenza territoriale sociale e sanitaria di Piacenza, guidati dalla presidente, Patrizia Calza. 

Un momento di confronto - che fa seguito a quello della scorsa settimana tra l’assessore e il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, anch’essa presente all’incontro - nel corso del quale è stato discusso il documento sulla sanità piacentina presentato dalla Conferenza.  “Avevamo assicurato un incontro a breve con l’Ufficio di Presidenza della Conferenza per discutere delle eventuali criticità e trovare soluzioni condivise- affermano Bonaccini e Venturi-. Oggi questo incontro è avvenuto all’insegna del dialogo e della massima collaborazione, presente e futura. Abbiamo nuovamente confermato l’impegno e la volontà di investire, e parliamo di risorse davvero consistenti, sulla sanità piacentina, sul personale, che già vanta professionisti eccellenti, e sulle strutture sanitarie, a partire dal nuovo ospedale. Un ospedale su cui è necessario muoversi rapidamente, valutando con la massima trasparenza e collaborazione tra le istituzioni coinvolte il luogo in cui sorgerà, trovando un accordo sugli strumenti finanziari necessari per realizzarlo e sulle modalità per riutilizzare nel migliore dei modi l’attuale struttura ospedaliera. La Regione- aggiungono- c’è ed è pronta a fare la propria parte: stiamo parlando di milioni di euro che mettiamo sul piatto proprio perché, come abbiamo sempre detto, consideriamo prioritari e irrinunciabili gli investimenti in sanità, sia per le infrastrutture sia per il personale, che peraltro vanta già professionisti di eccellenza. È necessario continuare a investire per fidelizzare i professionisti, rendendoli orgogliosi di lavorare nella sanità piacentina, e per migliorare ulteriormente l’attrattività e la qualificazione delle strutture ospedaliere e territoriali”.  
Nel corso della discussione è stata ribadita, da parte della Regione, la volontà di concretizzare ulteriori obiettivi, a partire dal Centro paralimpico di Villanova, che potrebbe diventare un punto di riferimento per il nord Italia e anche a livello nazionale. È stato concordato con l‘Ufficio di presidenza di sviluppare una valutazione congiunta sugli ulteriori investimenti necessari per l’area piacentina, che potranno essere realizzati in parte con finanziamenti aziendali e in parte con finanziamenti aggiuntivi regionali. “Vogliamo avviare una collaborazione concreta e proficua, per muoverci rapidamente assieme al territorio con il comune obiettivo di dare ai cittadini servizi sempre migliori e garanzie ai professionisti che ci lavorano, fermo restando il fatto che già partiamo da una sanità di altissimo livello. Lavoreremo insieme sugli obiettivi che ci siamo posti” - chiudono il presidente Bonaccini e l’assessore Venturi.

«La prima considerazione – si legge nel documento portato da Patrizia Calza alla Regione - attiene alla modalità di finanziamento dell’Azienda e la rappresentazione dei suoi costi. Precisato che la Regione assicura durante l’esercizio finanziario Ausl la copertura dei costi, pure il combinarsi di alcuni fattori quali: la diminuzione della popolazione che ha riflessi negativi sulla quantificazione della quota capitaria di finanziamento trasferita (assegnata ex ante, in base a una popolazione che risulta decrescente per Piacenza), la non prevedibilità delle assegnazioni in itinere ed ex post basate su fondo di riequilibrio e altri fondi per fare fronte a specifiche spese intercorse, combinati con il recente aumento dei costi complessivi pro capite Ausl PC (provocato anche da voci di costo predeterminate da prezzi non negoziabili - vedi farmaci innovativi altamente costosi) danno l’idea di una gestione poco equilibrata e solo parzialmente sotto controllo da parte dell’’Azienda.

IL DOCUMENTO DELLA CONFERENZA SOCIO-SANITARIA TERRITORIALE

Tale rappresentazione della gestione di un’Azienda che peraltro produce in proprio l’Assistenza ospedaliera e non ha modo di vedersela remunerata dal territorio sotto forma di prestazioni acquistate come invece fanno altre realtà (vedi Aziende Ospedaliere) risulta poco corrispondente alla complessa dinamica dei fatti e soprattutto poco opportuna ad avviare e sostenere una radicale riorganizzazione che comporta la necessità di importanti investimenti in una decisiva fase di transizione per il territorio piacentino. La crescente difficoltà nel pianificare gli investimenti in sede di Bilancio di previsione basandosi su ricavi certi (Risorse disponibili e accessibili) da parte dell’Azienda sta compromettendo il rispetto delle scadenze pianificate per la messa a regime del Piano di riorganizzazione e sviluppo della rete ospedaliera e territoriale della Sanità Piacentina quale approvato in CTSS del 31.03.2017 (in particolare gli interventi strutturali per la messa a regime delle Case della Salute e il completamento della riorganizzazione della Rete Ospedaliera). La seconda considerazione inerisce al fatto che l’Azienda oltre alla difficoltà nel fare fronte agli investimenti straordinari del punto precedente, registra una spesa ricorrente per i necessari investimenti annui (ordinari) ammontante a – poco più, poco meno – circa 6 milioni di euro l’anno (di cui circa 1.3 mil. attrezzature sanitarie da ammodernare – ma il cui fabbisogno è crescente – e 1.5 milioni di tecnologie informazione e comunicazione ICT) che da almeno un  triennio sta coprendo vieppiù con risorse proprie (spesa corrente). La recente mobilizzazione dei 3,5 milioni dal livello centrale a valere sull’ art.20 della L 67/88 - risorse destinate all’ammodernamento attrezzature sanitarie per tutti i presidi ospedalieri - allevia solo in parte una criticità che si ripresenta annualmente, per fare fronte alla quale l’Azienda di fatto esaurisce la sua capacità di investimento compatibile con il budget.

La terza considerazione è conseguente alla registrazione di un’evidenza: la decisione di approvare il piano è stata oltremodo sofferta per gli aspetti di novità della riconfigurazione della rete dei servizi che il piano implicava alla luce degli indirizzi regionali (siamo abitudinari in tutto, figuriamoci rispetto ai servizi sanitari!) e oltremodo contrastata per la dolorosa rinuncia a servizi “storici” che ha comportato per alcune aree, provocando il sorgere di agguerriti comitati locali».

Nel corso dell’incontro Patrizia Calza ha fatto presente le richieste più urgenti da parte dei sindaci, richieste che prevedono un esborso economico da dieci milioni e 800mila euro. A Bobbio è necessario il completamento dei lavori di adeguamento strutturale dell’ospedale (un milione 450mila euro), un parcheggio anteriore e posteriore 850mila euro, la casa della salute (la sede è stata identificata nella ex bocciofila) da 600mila euro. A Fiorenzuola mancano all’appello le sale operatorie e la ristrutturazione terzo piano blocco A dell'ospedale (2.000.000 euro), poi la Casa della Salute e Scuola di Fisioterapia (sede identificata nell'ex municipio) con 4.000.000. A Lugagnano la Casa della Salute (sede identificata tramite ampliamento degli spazi occupati nel municipio) 300.000 euro. A Bettola è previsto nel piano di riordino l’ampliamento della Casa della Salute (con trasferimento nell'edificio scolastico non più in uso antistante) da 1.200.000 euro. A Castel San Giovanni è previsto il completamento del secondo piano delle medicine con 400mila euro. A Piacenza e Rottofreno sono da definire le due case della salute.

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