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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

La sinistra a chi vuole l’unità: «Diteci che volete rimediare allo snaturamento di ApP»

Botta e risposta a distanza tra coloro che rimangono nel cantiere del centrosinistra e gli scissionisti che seguono Cugini, Dagnino e Rabuffi. La sinistra lascia una porta aperta

La sinistra degli scissionisti (Stefano Cugini, il Movimento 5 Stelle rappresentato da Sergio Dagnino, Luigi Rabuffi e “Piacenza in Comune”) risponde a distanza al centrosinistra, che chiedeva di tornare sui propri passi dopo l’uscita dal tavolo politico di “Alternativa per Piacenza”, il cantiere che doveva costruire una coalizione unita in vista delle Elezioni Amministrative. Ora la sinistra prova a dare ancora una possibilità per proseguire un cammino comune.

«Leggiamo e seguiamo con vivo interesse e sincero apprezzamento la nota firmata da un nutrito numero di componenti l'assemblea di Alternativa per Piacenza, in cui, senza esitazioni, si rilancia un appello all'unità, chiarendo ai cittadini che "una parte consistente di chi ha partecipato e condiviso questo percorso non si riconosce nelle ricostruzioni dell’ultimo passaggio avvenuto giovedì scorso". In effetti giovedì in molti siamo rimasti esterrefatti dalla conclusione volutamente monca della riunione, in cui non si è permesso di tirare una riga sul confronto avvenuto, in verità ricco di spunti, preferendo la lettura di un comunicato preconfezionato con cui si è sciolta unilateralmente l'assemblea, così come conosciuta da un anno a questa parte, e congelato l'utilizzo del logo, rimandando a un futuro incontro la nascita di una nuova versione della plenaria. Per noi quest'ultimo punto è dirimente. Non esiste ragione al mondo per sopprimere l'assemblea, quella delle tante serate al Trieste 34, a meno di non voler delegittimare le persone che nella stessa e nei gruppi di lavoro si sono impegnate e, al tempo stesso, mettere alla porta i "disobbedienti". Ci dica senza tentennamenti, il tavolo politico, che è disponibile a rimediare, tornando sui propri passi e rinunciando a tracciare un così netto confine tra un prima e un dopo. Dia a tutti garanzia che quella assemblea, figlia delle origini, è viva e vegeta e non verrà liquidata. Se così sarà, troverà in noi gli stessi appassionati partecipanti al progetto di casa comune di questi mesi, disposti in modo costruttivo a provare a sciogliere i nodi politici tuttora aperti, senza ultimatum e a condizione non si snaturi un percorso tanto apprezzato da aver prodotto, "dal basso", un documento così spontaneo di richiamo all'unità».

Davide Bastoni

Enrico Caruso

Giuseppe Castelnuovo

Sergio Dagnino

Stefano Forlìni

Luigi Rabuffi

Michele Rizzitiello

Giovanni Toscani

Milvia Urbinati

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