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Zanni, GIordano, Rinaldi e Dragoni

Zanni, GIordano, Rinaldi e Dragoni

«La Ue è una scatola chiusa e controllata che parla ai cittadini a colpi di spread»

Alla Casa delle Associazioni per presentazione del libro “La sovranità appartiene al popolo o allo spread?” scritto dal popolare economista Antonio Rinaldi (allievo di Paolo Savona), con la partecipazione dell’economista Fabio Dragoni e l’europarlamentare della Lega (gruppo Enf), Marco Zanni. A moderare la serata, Mario Giordano

«Siamo in guerra. Ma la bella notizia è che la vinceremo, perché il nemico non ci conosce». Ne è sicuro l’economista Fabio Dragoni. Il nemico è questa Europa che così come è costruita, e come opera, non dà risposte ai cittadini e crea sfiducia. Il modello europeo, lontano dai cittadini, va cambiato. L’Unione europea e i suoi vertici sono stati il bersaglio dei relatori intervenuti, il 27 settembre, alla Casa delle Associazioni per presentazione del libro “La sovranità appartiene al popolo o allo spread?” scritto dal popolare economista Antonio Rinaldi (allievo di Paolo Savona), con la partecipazione dell’economista Fabio Dragoni e l’europarlamentare della Lega (gruppo Enf), Marco Zanni. A moderare la serata, un vulcanico e ironico Mario Giordano.

In sala, oltre a un folto e appassionato pubblico, c’erano anche i parlamentari della Lega, Elena Murelli e Pietro Pisani. Un incontro voluto e organizzato dall’assessore alla Sicurezza, Luca Zandonella. Nonostante l’incontro si sia svolto il 27 settembre, i temi toccati sono più che attuali. E se Rinaldi è entrato in scena annunciando che il Governo aveva deciso per una manovra al 2,4% - era la sera stessa dell’annuncio ufficiale - lui e gli altri hanno poi previsto ciò che sarebbe accaduto la mattina dopo: «i soliti “giornaloni” e le tv avrebbero urlato al terremoto, alla fine del mondo, all’Italia nel baratro, alle famiglie ridotte alla povertà (ma 5 milioni di poveri non li avevano già realizzati i precedenti Governi, da Monti a Renzi che promettevano meraviglie?)». Rinaldi ha ricordato che «con i Governi Letta-Renzi-Gentiloni il debito pubblico è aumentato di 286 miliardi. E mentre la Fornero piangeva e diceva che non c’erano soldi per pagare gli stipendi degli statali, 10 giorni dopo staccava un assegno di 3,1 miliardi per pagare alcuni derivati. Un mese dopo, il capolavoro: 3,9 miliardi per Monte dei Paschi. Il solo Monti ha speso 35 miliardi e totalizzato un aumento del debito di 136 miliardi. Ma i soldi, dicevano, non c’erano. Oggi tutto il sistema anti sovranità urla allo spread. Se non ci fosse stata la Bce con il quantitative easing con Renzi ci saremmo ritrovati con uno spread a 3.000».

Zanni ha raccontato come l’Europa «sia diventata una grande società per azioni, dove gli azionisti di maggioranza indirizzano le scelte degli altri. Un modello così è incompatibile con la nostra Costituzione. E chi critica viene censurato. Il sistema procede con le fake news, instillando il terrore. Uno dei principali propagatori di fake news è Fubini, del Corriere della Sera». Zanni, europarlamentare, ha affermato «che la Ue è una scatola chiusa e controllata e parla ai cittadini a colpi di spread. Una volta l’Europa era al centro del mondo, oggi è l’unica area che non cresce». E sul Corsera ha rincarato la dose Giordano: «Continuano pubblicare sondaggi che dimostrano come gli italiani non sanno nulla. Invece, il popolo sa e non si fida».

Ma chi l’ha detto che il deficit è negativo. Lo ha sostenuto l’economista Dragoni: «La differenza tra entrate e uscite è rimessa in circolo, il denaro gira». L’Europa, gli intellettuali di parte e i poteri più o meno occulti «ci dicono: avete vissuto al di sopra delle vostre possibilità, sventolando lo spauracchio della Greci». L’arroganza della Ue è sottolineata da Rinaldi: «Avevate mai sentito un ministro lussemburghese usare quei termini? O il premier francese che ci dice cosa fare? Inaltri tempi si sarebbero ritirati gli ambasciatori e si sarebbero mobilitate le truppe. Alla Ue dà fastidio che i sovranità ricordi gli errori commessi dai precedenti Governi. I trattati Ue sono in antitesi con la Costituzione, mettendo d parte i fondamenti con il lavoro, la tutela del risparmio».

Tra gli argomenti toccati c’è stata anche la burocrazia e i suoi mali «che sono stati inventati dai sovranisti. Cottarelli, quando era alla spending review, disse che lui chiedeva i documenti agli apparati pubblici me non glieli davano. Sappiamo tutti come è finita». Il vento comunque sta cambiando, ha concluso Zanni: «Anzi è già cambiato. Le elezioni del prossimo marzo porteranno cambiamenti. In Ue c’è nervosismo perché si teme un cambio di assetti. D’altra parte, anche nel 1989, chi pensava che l’Urss sarebbe caduta? E in Italia c’è la consapevolezza che questa Europa può finire e può essere governata con modelli diversi. Un processo è già in atto, parte dalla Brexit e arriva a Trump. La Merkel è in difficoltà. Macron non ha lo spessore della Merkel. I grandi poteri temono il cambiamento. Credo che fra dieci anni l’Europa sarà profondamente diversa da come la conosciamo ora».

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