«Lasciamo allo Stato il 73% delle entrate». La Provincia fa un esposto

La legge Delrio non viene ancora superata: in sofferenza i bilanci di tutte le Province italiane. Rolleri e Calza: «Violata la Costituzione, il prelievo statale ci toglie l’autonomia finanziaria. Non possiamo garantire i servizi minimi su viabilità ed edilizia scolastica»

Il presidente Rolleri firma l'esposto insieme al vicepresidente Calza

Un esposto cautelativo in Procura. È la simbolica iniziativa che hanno intrapreso tutte le Province d’Italia – sopravvissute alla tagliola del Referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre – per lamentare le condizioni dei propri bilanci. E così anche il presidente della Provincia di Piacenza Francesco Rolleri ha aderito alla protesta, presentando alla Procura – e inviando la documentazione anche alla prefettura e alla Corte dei Conti di Bologna – l’esposto.  «Abbiamo pochissimi fondi – ha spiegato Rolleri - per i nostri servizi. Le notizie da Roma non sono positive, non ci danno, attraverso i decreti, le risorse necessarie. Tutte le Province sono d’accordo nel fare un esposto in Procura: un passo doloroso ma obbligatorio per far capire come stanno le cose».

Le Province dovevano essere tagliate, poi l’esito del Referendum le ha salvate. Nel frattempo gli enti sono rimasti svuotati di personale e, soprattutto, di risorse economiche. Si aspettavano alcuni decreti in grado di sostituire la “legge Delrio”, ma al momento per i territori non ci sono novità. «Le trattative non sono positive – continua il presidente -. Purtroppo le risorse attuali della nostra Provincia sono inadeguate al livello minimo dei servizi. Era necessario un coordinamento tra tutti i territori, abbiamo presentato un esposto cautelativo per evidenziare questo gravissimo problema. Abbiamo delle responsabilità importanti. I fondi non ci sono e bisogna dare una nuova prospettiva alle Province, bisogna andare oltre alla legge Delrio. C’è bisogno di fondi perché le nostre strade e le nostre scuole ne hanno bisogno».

«L’esposto – ha commentato il vicepresidente Patrizia Calza - ha un valore simbolico forte, ha lo scopo di portare attenzione su una situazione critica. La Provincia deve portare avanti le sue funzioni. Abbiamo illustrato più volte i prelievi a cui siamo stati soggetti. Il Governo deve prendere atto della realtà. La Corte dei Conti ha di recente chiarito che la situazione attuale è una violazione costituzionale: gli enti devono avere a disposizione le risorse necessarie per l’autonomia finanziaria. Questa non esiste, il prelievo statale ci toglie questa autonomia».

La Provincia deve prestare attenzione a 378 ponti, 43 edifici scolastici per una popolazione studentesca di 11mila ragazzi. Così è difficile andare avanti nelle attività di tutti i giorni. «Con 21 cantonieri – spiega il direttore generale Vittorio Silva - non riusciamo neppure a fare la sorveglianza dei nostri 1120 chilometri di strade e dei 378 ponti di competenza nostra. Non riusciamo a controllare in tempo reale il territorio, tutto diventa potenzialmente rischioso. Il blocco delle assunzioni totali delle Province è insostenibile, non abbiamo potuto sostituire pensionati e chi è andato via. Il ministro Padoan riconosce questa situazione, ma dice che il Governo che non può porre rimedio a causa delle finanze pubbliche. Tutto ricade su di noi, gli anelli deboli della catena». «In alcune Province – ha aggiunto ancora Calza - mancano i responsabili della ragioneria, del servizio infrastrutture, hanno difficoltà a portare avanti pratiche.

Anche il dirigente Francesco Cacciatore ha sottolineato un dato preoccupante per il futuro di questi enti. «Basta vedere le entrate della Provincia: incassiamo 24 milioni e 167mila euro da Rc auto, addizionale rifiuti e imposta sulla registrazione al Pra, ma dobbiamo subito riversare allo Stato 17 milioni e 758mila euro. Il 73,5% delle entrate della Provincia vengono perciò girate. E a noi va già meglio rispetto agli altri territori: infatti la media è del 78,7 per cento». Per quanto riguarda il bilancio 2017 la Provincia, attualmente, ha ipotizzato uno squilibrio dei conti di 8 milioni e 790mila euro. 

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