Lavoro nero e blitz delle forze dell'ordine, Usb: «Gls non se ne lavi le mani»

«Le aziende, quando esternalizzano rami o l'intera filiera produttiva appaltando a terzi, pensano di essersi completamente liberate dalle loro responsabilità nei confronti dei lavoratori che producono per esse ricchezza e profitti»

Un momento del blitz

«Grazie al coraggio dei facchini di Usb che hanno denunciato le condizioni di lavoro illegali alle quali erano sottoposti, grazie alla determinazione delle centinaia di lavoratori che in questi anni hanno incrociato le braccia per rivendicare rispetto delle norme contrattuali e dignità, grazie alla perseveranza del sindacato di base nella denuncia, sta venendo a galla la montagna di illegalità su cui prosperano gli affari nella logistica». Si legge in una nota di Riadh Zaghdane e Roberto Montanari. 

«In questo quadro emergono però - dichiarano  - ue reazioni dissonanti: la replica di Gls al blitz delle forze dell'ordine e i numeri offerti dalla polizia sui reati commessi in questo settore dell'economia piacentina nel 2017. Gls si lava le mani di quanto accaduto nei suoi magazzini di Le Mose e scarica l'intera colpa sulla società terza a cui ha affidato i servizi. Le aziende, quando esternalizzano rami o l'intera filiera produttiva appaltando a terzi, pensano di essersi completamente liberate dalle loro responsabilità nei confronti dei lavoratori che producono per esse ricchezza e profitti. Ma nonostante lo smantellamento del sistema di diritti e conquiste sul lavoro qualcosina è rimasta, nel caso specifico la totale responsabilità del committente in caso di inadempienze dell'appaltatore»

«Quindi ciò che accade ed è accaduto nei magazzini di via Riva non è e non sarà mai cosa che non li riguardi direttamente. Giova ricordare a tal proposito che nell'aprile del 2011 il Tribunale di Milano (su richiesta di Ilda Boccassini a nome della Procura della Repubblica) arrivò a commissariare 6 filiali di una multinazionale della logistica infiltrata dalla 'ndrangheta poiché ritenne che i proprietari fossero “inadeguati” ad esercitare gli opportuni controlli e verifiche interne. A fronte di tutto ciò la questura si sente in dovere di indicare alla pubblica opinione i dati dei “crimini” nella logistica e punta l'indice sui 114 indagati per violenza privata, cioè lavoratori e sindacalisti che esercitando il diritto costituzionale allo sciopero hanno rallentato la circolazione delle merci e i 15 denunciati per manifestazioni non autorizzate». «Se nella logistica non ci fosse un clima da far west, se ci fossero più controlli e sanzioni, probabilmente i facchini sarebbero costretti a fare meno picchetti. Usb presenterà in una conferenza stampa che convoca per il 6 febbraio ulteriori importanti elementi circa i fatti avvenuti e aggiornamenti sulle vicende legali riferite all'assassinio di Abd Elsalam»

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