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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica

Le Province sperano di riavere Giunte e assessori

Il disegno di legge collegato alla Manovra 2022 prevede che ritorneranno ad avere 3 o 4 assessori con un’indennità al 50% rispetto agli assessori del comune capoluogo

Le Province dell'Emilia-Romagna si preparano alle elezioni per il rinnovo dei Consigli e, in alcuni casi, anche dei Presidenti, nell'election day nazionale previsto per il prossimo 18 dicembre in cui voteranno 72 delle 76 Province italiane. In particolare, saranno le Province di Parma, Forlì-Cesena, Ferrara e Ravenna che eleggeranno un nuovo presidente, mentre per tutte e otto, ovvero incluse quelle di Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Rimini si rinnoverà il Consiglio Provinciale.

Per il presidente di UPI Emilia-Romagna Gian Domenico Tomei «queste elezioni rappresentano un momento di grande visibilità e rilancio per un Ente che ha sofferto tagli al personale e forti ridimensionamenti negli scorsi anni, ma che ora sta vivendo una fase di vera e propria rinascita».

Sono eleggibili alla carica di consigliere i sindaci e i consiglieri comunali, mentre nelle liste di candidatura nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento del numero dei candidati, come prevede la legge di riordino delle Province, che tutela la parità di genere. Il corpo elettorale provinciale è costituito dai Sindaci e i Consiglieri comunali ed è suddiviso in fasce demografiche, al fine di proclamare gli eletti con il metodo del voto ponderato, che assegna un peso diverso ai Comuni a seconda del numero di abitanti.

Per Tomei «ora è tempo di dare compimento al riordino istituzionale delle Province, che non può più attendere, perchè le sfide che ci attendono richiedono assetti di governo locale e nazionale forti e coesi, anche alla luce del fatto che la stessa Costituzione ha assegnato a ciascun Ente specificità e caratteristiche proprie, che le rendono complementari l'uno all'altro».

Il disegno di legge collegato alla Manovra 2022, che sarà discusso in Consiglio dei Ministri, prevede che le Province, superando la legge Delrio del 2014, continueranno a restare organi di secondo livello, ma ritorneranno ad avere Giunte e Assessori, che saranno tre o quattro (nelle Province con più di un milione di abitanti) e percepiranno un’indennità pari al 50% degli assessori del Comune capoluogo. Le Province hanno competenze sull’edilizia scolastica degli istituti secondari superiori, la viabilità secondaria e, recentemente, anche nella gestione dei fondi del Pnrr.

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