«Telecamere e più formazione per prevenire eventuali problemi»

I consiglieri Pd Katia Tarasconi e Gian Luigi Molinari in aula condannano i fatti dell'asilo di Piacenza ma invitano a non strumentalizzare politicamente la vicenda

"Mi rammarica che Piacenza, che è sempre stata un buon esempio di civiltà, sia alla ribalta della cronaca nazionale per il gravissimo episodio avvenuto nell'asilo nido della Farnesiana, e lo dico da mamma più che da politica". Esordisce così la consigliera regionale Pd Katia Tarasconi che ha presentato oggi in Aula un'interrogazione a risposta immediata sul caso di maltrattamento di alcuni bambini da parte di due educatrici, arrestate in flagranza di reato la settimana scorsa. La consigliera condivide "il pensiero dell’assessore Gualmini rimarcando il fatto che si debba tornare a parlare dell’opportunità di installare telecamere di controllo”. E aggiunge: "Ne discuteremo al più presto in commissione, per aprirsi alla possibilità, da parte delle strutture pubbliche e private che lo richiedono, di dotarsi di un sistema di videosorveglianza", anche se "siamo ben consapevoli che le telecamere non rappresentino l’unica soluzione e, correlatamente a questo, si dovrebbero mettere a sistema una serie di azioni". "Bisognerebbe puntare di più sulla formazione degli educatori- continua la consigliera- sul controllo delle strutture che curano i nostri bambini, anziani e persone fragili". Dura la condanna anche da parte dalla Giunta che conferma: "La tecnologia non può sostituire il lavoro d'equipe. Strumenti di videosorveglianza continua, oltre a minare il rapporto di fiducia con chi lavora seriamente, possono essere installati solo dopo accordi sindacali. Fermo restando che in caso di minimo sospetto possono essere fornite telecamere" così come è avvenuto a Piacenza, "verrà introdotto l'obbligo di non assumere persone condannate o che abbiano patteggiato per reati di maltrattamento e corsi di formazione per la prevenzione dello stress".  

IL COMMENTO DI TARASCONI E MOLINARI

“Quanto è accaduto è un fatto gravissimo che ci impone una riflessione su quali azioni intraprendere e in modo urgente”. I consiglieri regionali Pd Katia Tarasconi e Gian Luigi Molinari intervengono con una posizione netta, dopo i fatti di cronaca che hanno coinvolto i bambini dell’asilo Farnesiana. Necessario quindi un question time per interrogare la Regione sulla strada da seguire “affinchè questi episodi intollerabili non si verifichino più e certamente non solo a Piacenza; lo diciamo da genitori ancor prima che da politici, considerato che le vittime dei maltrattamenti sono bambini cioè soggetti impossibilitati a difendersi. Ancor più se si pensa che questi fatti si sono verificati in una struttura dove i piccoli dovrebbero essere protetti e accuditi, secondo un patto fiduciario con le loro famiglie”.  “Condividiamo – continuano - il pensiero dell’assessore Gualmini rimarcando il fatto che si debba tornare a parlare dell’opportunità di installare telecamere di controllo”. Ne discuteremo al più presto in commissione, per aprirsi alla possibilità, da parte delle strutture pubbliche e private che lo richiedono, di dotarsi di un sistema di videosorveglianza, in particolare si fa riferimento ai luoghi che ospitano soggetti fragili come bambini, disabili e anziani. “Siamo ben consapevoli – sottolineano Tarasconi e Molinari - che le telecamere non rappresentino l’unica soluzione e, correlatamente a questo, si dovrebbero mettere a sistema una serie di azioni, focalizzando l’attenzione sulla preparazione degli educatori, con verifiche sulle loro attitudini e prevenzione dalla sindrome del burn out”.

“Riteniamo che la gravità degli eventi e la delicatezza dell’argomento impongano a tutti di non farlo diventare tema da campagna elettorale, tema che non può in alcun modo prestarsi a strumentalizzazioni; la contingenza dei tempi ci impone tuttavia di ragionare qui e ora sui provvedimenti da prendere. Occorre infatti trovare soluzioni ponderate e non scorciatoie dettate dalla rabbia generata da questo orribile fatto di cronaca; si tratta pertanto di fare le opportune valutazioni perché non nascano ulteriori problemi. Il nostro intende essere un primo passo per ragionare su un correttivo che però non causi storture sull’onda dell’emotività”. “Riteniamo – concludono i consiglieri piacentini - che questo argomento debba essere tenuto sotto stretta osservazione, fiduciosi che nel frattempo la giustizia faccia il suo corso sui fatti di Piacenza”.  

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