Lega: «Agricoltura, sos stagionali. Si utilizzino percettori del reddito di cittadinanza»

E' quanto chiedono alla Giunta di viale Aldo Moro i consiglieri regionali della Lega emiliano-romagnola

«L'agricoltura emiliano-romagnola oggi è in ginocchio a causa della mancanza di lavoratori stagionali, in prevalenza stranieri oggi bloccati dall'emergenza Covid 19. Perché la Regione non prevede, in questa fase emergenziale, l’impiego dei percettori del reddito di cittadinanza risultati idonei all’attività lavorativa?». E' quanto chiedono alla Giunta di viale Aldo Moro i consiglieri regionali della Lega emiliano-romagnola.

«L'attività agricola emiliano-romagnola – si legge nell'atto ispettivo del gruppo del Carroccio - è tra le più progredite d'Italia (il valore della produzione agricola nel 2018 ha superato i 4,65 miliardi di euro): in particolare, la nostra regione è al primo posto in Italia nella produzione di frumento e di barbabietole da zucchero (con un'altissima quantità), ai primi posti nella produzione di orzo, riso, frutta, vino. Inoltre, è leader nella produzione delle pere e delle patate mentre nel settore della frutta, oltre alle pere, primeggia nella produzione di pesche, susine, albicocche, ciliegie; tra gli ortaggi si impongono le notevoli quantità di cipolle, piselli e pomodori».

Lo svolgimento dell’attività agricola nel settore delle coltivazioni rischia di essere compromesso in vista delle prossime raccolte, per la registrata difficoltà nel reperimento di manodopera a causa dell’emergenza Coronavirus: gli operatori stagionali, provenienti in gran parte dall’Est Europa, difficilmente si renderanno, infatti, disponibili a lavorare in Italia, sia a causa del blocco delle frontiere, sia per la paura di possibili contagi.

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«I lavoratori stranieri (comunitari ed extracomunitari) impiegati in agricoltura in Emilia-Romagna, con contratti a tempo determinato, negli anni scorsi erano circa 36.000 (dato 2017), mentre i percettori del reddito di cittadinanza in Emilia-Romagna, al 31 ottobre 2019, erano 31.352: vien da sé che i percettori del reddito di cittadinanza idonei al lavoro potrebbero conseguentemente sopperire, quantomeno in parte, all’urgente fabbisogno di manodopera del comparto agro-alimentare regionale», rilevano Michele Facci, Matteo Rancan, Lucia Borgonzoni, Fabio Rainieri, Gabriele Delmonte, Stefano Bargi, Daniele Marchetti, Andrea Liverani, Massimiliano Pompignoli, Fabio Bergamini, Maura Catellani, Matteo Montevecchi, Emiliano Occhi, Valentina Stragliati e Simone Pelloni.

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