Lega, i dissidi non sono alle spalle: Cappucciati e Montanari non votano la surroga Cavalli-Pisani

Il senatore del Carroccio Pietro Pisani fa il suo ingresso a Palazzo Mercanti da consigliere al posto di Cavalli. Ma il gruppo consiliare è spaccato e manca ancora il portavoce. Cugini (Pd): «Lega indebolita, Cavalli mediava tra polledriani e anti-polledriani»

Pietro Pisani al debutto in Consiglio comunale. Sotto, Davide Garilli

Le pedine della Lega si spostano da un banco all’altro, ma le tensioni rimangono. Con l’ingresso in Giunta dell’ex capogruppo Stefano Cavalli, è sbarcato in Consiglio comunale il senatore Pietro Pisani, che prende il suo posto in aula. Pisani è stato accolto positivamente dalla maggioranza, che ritiene utile la presenza di un altro onorevole – oltre a Tommaso Foti di Fd’I – a Palazzo Mercanti. Pisani, inoltre, a livello nazionale rappresenta la maggioranza del Governo pentastellato-leghista insieme alla collega Elena Murelli. Le minoranze, al contrario, non gli hanno riservato carezze: il Pd ha criticato alcune sue dichiarazioni sul Bando Periferie.                                                    

Ma la Lega si è dimostrata, anche in questa occasione, spaccata al suo interno. La revoca delle deleghe all’ex assessore Massimo Davide Garilli-2Polledri ha allargato la frattura. I polledriani non hanno accolto di buon grado alcune affermazioni del giovane leghista Davide Garilli, che ha commentato da par suo l’affaire-Polledri. «Voglio rassicurare il Pd e “Piacenza in Comune” – è intervenuto Garilli in aula - questo gruppo consiliare andrà avanti convinto e unito anche senza Cavalli, perché siamo responsabili. Quello è accaduto nei giorni scorsi con il rimpasto non è una pagina felice per l’Amministrazione. Polledri e il sindaco dicono due cose diverse sulla revoca delle deleghe: il primo dà la colpa alle sue idee su Terrepadane, la seconda parla di divergenze personali. Se la pratica Terrepadane non è ancora arrivata in Consiglio è perché i “giovani leghisti” ne stanno discutendo con il sindaco e con l’assessore Opizzi, senza andare sui giornali. Polledri, invece, si è immolato sui giornali sulla pratica, sbagliando». Ma non è stato il primo comportamento di Polledri finito nel mirino del sindaco e della Giunta, secondo l'esponente leghista. «Le dichiarazioni di Polledri su Terrepadane - ha aggiunto Garilli - sono state la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Lui ha portato le sue idee ai giornali, gli altri della Lega al sindaco».

Carlo Segalini ha alzato la voce più del solito. «Se abbiamo fatto come Lega la campagna elettorale con il sindaco – ha detto nel suo accalorato intervento -, la “spina” non la stacchiamo di certo. Qua dentro, invece che parlare troppo di politica, si dovrebbe cercare di amministrare. Siamo stati eletti per questo, i consiglieri sono qua per rappresentare i cittadini: cerchiamo di amministrare e non fare politica». A gettare sale sulla ferita ci ha pensato il capogruppo del Pd Stefano Cugini, che ha lodato il ruolo di mediatore che Cavalli – da capogruppo – riusciva a compiere, tenendo insieme il variegato gruppo leghista che conta 8 consiglieri. «La Lega - ha spiegato Cugini - ha dimostrato che le fila qua dentro, le tirano loro. Le fibrillazioni interne non sono finite qua. Cavalli in questi mesi ha saputo tenere insieme le due anime della Lega, non è riuscito a nascondere gli attriti, ma ha mediato. Ora entra in Giunta, e a nostro avviso indebolisce il gruppo della Lega. Entra al suo posto Pisani, figura divisiva all’interno del suo stesso partito. Qua gli slogan, caro Pisani, non contano: qui le parole le pesiamo, i comizi da piazza confusi sul Bando Periferie non vanno bene».

Che Pisani non andasse d’accordo con tutti i consiglieri leghisti, si sapeva. Ma da qui a vedersi non votare la surroga per entrare in Consiglio (approvata da maggioranza e opposizione in maniera bipartisan, si tratta di una formalità) da ben due rappresentanti del Carroccio, ce ne corre. Lorella Cappucciati e Marco Montanari, dopo le parole espresse da Garilli nei confronti di Polledri, hanno preferito non partecipare al voto. «Si inizia una nuova era – ha poi scritto su Facebook la consigliera -, quella in cui si valuteranno i “sì” e i “no” e le “astensioni” o il “non voto”...free...». Montanari, sempre sui social, non aveva mai nascosto che il caso Polledri lui l'ha visto diversamente, rispetto al sindaco Barbieri e al collega di banco Garilli. Insomma, la situazione si fa più ingarbugliata di prima dopo la cacciata di Polledri. La Lega deve inoltre ancora designare il suo capogruppo, al posto di Cavalli. In corsa ci sarebbero Carlo Segalini (il più votato alle Comunali del 2017 tra gli otto attualmente seduti in Consiglio), Lorella Cappucciati e Davide Garilli.

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