Piano di Riordino della Sanità, Lega Nord: «I sindaci "amici" non possono distoglierci dalla nostra posizione»

I consiglieri comunali della Lega Nord di Fiorenzuola intervengono in merito alla manifestazione organizzata nel pomeriggio di sabato 25 marzo dal Coordinamento dei comitati degli ospedali

Il cantiere dell'ospedale di Fiorenzuola

«Il sostanziale disinteresse con cui la gente di Fiorenzuola ha accolto la manifestazione di sabato scorso, organizzata dai comitati congiunti di Castel San Giovanni, Villanova e Fiorenzuola e sponsorizzata dai locali partiti di opposizione (PD escluso) ci induce ad alcune riflessioni. Innanzitutto che è stata ben avvertita dalla popolazione locale la complessità della situazione in essere e ne è stata rifiutata la strumentazione voluta da una ben precisa parte politica. Poi che mentre era ben comprensibile la presenza dei comitati di Castello e di Villanova in difesa delle loro realtà sanitarie, si faceva molto più fatica a comprendere del perché i cittadini di Fiorenzuola avrebbero dovuto marciare contro quella che al momento attuale è la sola proposta concreta avanzata dall’AUSL per il futuro del nostro Ospedale. Ospedale dove dovrebbe riprendere a breve la costruzione del nuovo Blocco B ormai ferma da più di un anno».

«Con la programmata Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (CTSS) del prossimo 31 marzo, si arriverà finalmente ad una sostanziale conclusione dei lavori sul Progetto di Riordino della Sanità Piacentina. Progetto dal percorso certo non semplice, all’interno del quale si sono vissuti e si stanno vivendo momenti spesso conflittuali fra i soggetti portatori di interessi e che, sostanzialmente, nelle sue conclusioni, ha comportato l'adeguamento dei posti letto e delle Specialità Ospedaliere locali in base a Decreti Nazionali e Delibere Regionali di recente emanazione. Gli indirizzi in materia di Sanità di questo Governo Nazionale e a caduta del nostro Governo Regionale, non ci piacciono, questo dobbiamo dirlo! Così come rifiutiamo l’idea della contrapposizione conflittuale che giocoforza si sta delineando fra realtà sanitarie contigue. Ma d’altro canto bisogna guardare in faccia la realtà e valutare il Progetto che oggi abbiamo davanti. Al centro di questo dibattito prima e di questo Progetto poi, sono inevitabilmente finiti i ruoli chiave che gli Ospedali di Fiorenzuola e di Villanova, entrambi in Val d’Arda, avranno nel futuro prossimo e quali saranno le competenze che ne dovranno garantire l'esistenza per i prossimi decenni».

«Il fuoco di fila, proveniente anche da politici e da Sindaci “amici” che negli ultimi tempi ha investito l’Amministrazione di Fiorenzuola per avere annunciato il proprio parere favorevole al nuovo Progetto AUSL, indipendentemente dal peso decisionale che lo stesso potrà avere, non possono distoglierci dalla nostra posizione. La realtà odierna dell’Ospedale di Villanova, che parla di una sostanziale inadeguatezza ai più elevati e recenti standard qualitativi per i pazienti mielolesi in uso nelle più avanzate realtà nazionali, certificata dalle stesse Associazioni dei Pazienti e dai Vertici Sanitari locali, non è stata certamente voluta dalla attuale Amministrazione di Fiorenzuola e ha radici purtroppo ormai ben datate».

«Appare altresì evidente, a nostro avviso, che il presidio di Villanova, anche se oggetto di forti investimenti (si parla di oltre una decina di milioni euro) probabilmente, stante le attuali Direttive in materia di Sanità, non avrebbe futuro. E se questo trasferimento non si concretizzasse a Fiorenzuola, sempre comunque in Val d’Arda e in Provincia di Piacenza, l’Unità Spinale, oggi a Villanova, sarebbe probabilmente richiesta e ambita dalla vicina Provincia di Parma o certamente da altre realtà ospedaliere dell’Emilia Romagna. E’ altresì evidente che, se l'Ospedale di Fiorenzuola, una volta terminati i lavori di ricostruzione del blocco B, avesse le stesse Specialità Ospedaliere ante-demolizione, (come sottoscritto in un accordo AUSL del 2014 forse oggi superato dagli eventi) dovrebbe poi confrontarsi con Ospedali vicini quali Vaio, Piacenza e Cremona con cui sarebbe ben difficile se non impossibile competere per una serie di motivazioni diverse».

«Detto questo, vogliamo ben specificare, però, che la destinazione specialistica proposta dal Piano di Riordino per l’Ospedale di Fiorenzuola non consiste solo nel trasferimento “tout court” dell'Unità Spinale da Villanova, ma è parte di un Progetto ben più articolato, frutto di un serrato e proficuo confronto fra Amministrazione Fiorenzuolana e la Direzione AUSL, che ingloba la creazione di reparti di riabilitazione cardiorespiratoria, urologica, ortopedica e neurologica. (Reparti di Medicina e Lungodegenza; 2 Sale Operatorie chirurgiche per Chirurgia Flebologica (HUB); Endoscopia e Chirurgia in day ospital che avrebbe anche funzioni di scolmamento delle liste di attesa degli altri Ospedali piacentini). Il tutto integrato da un Reparto di Pediatria di 6 posti letto, gestito da infermiere professionali e dai Pediatri di base. Con l’ambizione di riportarvi in tempi brevi il punto nascita. A questo si aggiunge la prevista creazione del Polo Universitario di Fisioterapia e forse di Fisiatria che porterà l'Ospedale di Fiorenzuola ad essere davvero un eccellenza in ambito regionale».

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«Le forti rigidità in essere, gli arroccamenti, i toni fortemente polemici a cui stiamo assistendo, ci inducono a pensare al recente passato che in situazioni abbastanza analoghe ha visto la sostanziale chiusura dei presidi Ospedalieri di Cortemaggiore e Monticelli, indipendentemente dal fatto che a Fiorenzuola nei primi anni ’90 per motivi diversi non si sia costruito il cosiddetto Ospedale Unico della Val d’Arda. Davvero il passato non ha insegnato niente? Cosa si è imparato da quelle chiusure e dal vedere che le risorse inizialmente destinate a Fiorenzuola siano poi confluite a Fidenza, dove si è costruito ex novo l’Ospedale di Vaio? Ora bisogna realisticamente e responsabilmente prendere atto che gli scenari sono cambiati; le possibilità economiche sono purtroppo diverse rispetto al passato e la Sanità, locale e non, anche se non piace, è soggetta a profonde trasformazioni organizzative. Questo però, può portare a nuove opportunità di cui bisogna avere la visione e la capacità di saper cogliere! Come componenti dell’Amministrazione di Fiorenzuola, ben consapevoli di questo, agiremo con coscienza, senza condizionamenti di sorta, siano essi politici, partitici, di Comitati o altri interessi particolari. Crediamo di doverlo non solo ai nostri concittadini di Fiorenzuola, ma, soprattutto, al ben più ampio ambito della Val d’Arda e della Provincia di Piacenza».

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