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Lega Nord in campo contro Referendum costituzionale e Ttip

La Lega Nord lancia due comitati "No" al referendum costituzionale che riduce la democrazia e "No" al Ttip l'accordo Usa-Ue che mette a rischio cibi e salute

Due “no” decisi ad altrettante iniziative che stanno per toccare da vicino i cittadini. La Lega Nord ha lanciato oggi, 15 maggio, i Comitati per il no al referendum costituzionale di ottobre e per il “no” al Ttip, il trattato commerciale di libro scambio tra Usa ed Europa che - secondo il Carroccio - metterebbe a rischi la salute dei consumatori e priverebbe gli italiani della sovranità alimentare. La Lega ha invitato cittadini e associazioni ad aderire ai due Comitati, perché «è in gioco la democrazia».


Secondo il segretario provinciale del Carroccio, Pietro Pisani, la riforma costituzionale di Matteo Renzi e del ministro Boschi «è una falsa riforma che non porterà alcun risparmio ai cittadini. Il Senato, che dicono di cancellare, costerebbe l’80 per cento di quello attuale. Se avessero voluto risparmiare avrebbero potuto dimezzare gli stipendi di deputati e senatori. Inoltre, in Senato non avrebbe alcun potere, a cominciare dal voto di fiducia al governo. Per la riforma elettorale, inoltre, il Pd, con i capilista scelti dal partito avrebbe alla Camera uomini pronti a votare ogni legge proponga il governo». Pisani, poi, cita Pertini: «Quando un governo si trova a governare contro il volere del popolo deve essere cacciato con sassi e bastoni. Ma a quei tempi c’era voglia di democrazia».


Sul trattato transatlantico di libero scambio è intervenuto Paolo Maloberti, responsabile del dipartimento Agricoltura del Carroccio. «Vedo tra il pubblico - ha esordito - associazioni di consumatori e dei pubblici esercizi. Se il trattato passasse, prima della fine del mandato di Obama, si avrebbero questi effetti: nella Ue si avrebbe un calo dell’indotto agroalimentare dell’1,2%, mentre negli Usa aumenterebbe dell’1,9%. Inoltre, è previsto un ingresso in Europa di carni bovine americane per un valore di 3,2 miliardi. Carne di bovini allevati con antibiotici ed estrogeni. Ma l’hot dog fatto con il suino Usa non è come l nostro salume Dop». E’ a rischio la salute, ha continuato Maloberti, e la territorialità dei nostri cibi: «Basti pensare che le dop e le doc europee da 1.500 passerebbero a 200 e quelle italiane da 269 a 41». Gianmaria Pozzoli ha ricordato come sarà annullato il principio di precauzione, cioè quel principio che fa sì che i cibi nella Ue siano super controllati. Senza dimenticare l’aspetto legale: le grandi multinazionali potranno fare causa ai singoli Stati che rifiuteranno l’accordo: «Nessuna tutela per i cittadini, loro vogliono solo consumatori». Infine, il consigliere regionale Matteo Rancan, oltre alla difesa delle nostre eccellenze agroalimentari che sono parte della nostra identità, ha ribadito il no al referendum «di questo governo dittatoriale. La democrazia sarebbe a rischio: la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare passerebbe da 50mila a 150mila, mentre per un referendum occorrerebbero 800mila firme e non più 500mila come oggi».

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