Nuova cittadella islamica: per la Lega "è solo una moschea mascherata"

La Lega tuona sul progetto di una cittadella islamica sulla Caorsana: non è un simbolo di integrazione e Mancioppi chiede: "Reggi mosso da logiche elettorali?"

«La cittadella islamica, di fatto una moschea mascherata, non è e non può essere simbolo d’integrazione. Non è segnando confini e monopolizzando spazi che gli islamici ci dimostrano di volersi integrare. A pochi chilometri da noi il terrorismo è stato già realtà». Così il segretario provinciale della Lega Nord, Pietro Pisani commenta la notizia della fondazione della nuova sede dell’Associazione culturale islamica, inaugurata l’altro giorno sulla Caorsana.

I PRECEDENTI - «La cosiddetta “cittadella islamica” – dice Pisani – così come concepita, non sembra certo volersi aprire al popolo piacentino. Gli spazi riservati alle donne, un’autentica “ala femminile”, dimostrano che da parte dei musulmani piacentini non c’è alcuna volontà di integrarsi, sono il chiaro esempio del fatto che la struttura si pone come un “pezzo” di Islam sul suolo piacentino, che non concede spazi alla cultura ospitante. Gli esempi di via Paolo Sarpi a Milano e, in città, di via Roma dovrebbero servire per rifuggire da ogni misura che porti alla realizzazione di un potenziale ghetto.

LA "DEFINIZIONE" - Quella della Caorsana è una moschea sotto falso nome. Moschea è, infatti, dal dizionario Devoto-Oli, un “Edificio caratteristico del culto musulmano destinato alla preghiera e all’insegnamento religioso. In origine anche luogo di riunione di fedeli, di discussione politica e giudiziaria”. In una parola: tutte le attività che si vorrebbero intraprendere all’interno dei neonati spazi piacentini nell’area Est della città. Iniziamo a chiamare le cose con il loro nome. Ricordiamo che a trenta chilometri dalla nostra città, l'ex Imam di Cremona, Mourad Trabelsi, ha scontato una condanna a sette anni per terrorismo internazionale di matrice islamica».

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"ALTRE LE PRIORITA' PER PIACENZA" - Sul tema interviene anche il segretario cittadino del Carroccio, Paolo Mancioppi: «Non ha nessun senso che il Comune di Piacenza sia di fatto tra i promotori – sottolinea –. Sono ben altre le priorità: sarebbe il caso che l'amministrazione si occupasse dei giovani in cerca di lavoro, di una Ztl che isolerà sempre più il centro storico, dei nostri commercianti. Temo che, tra un taglio del nastro e un sorriso compiaciuto, il ragionamento del sindaco Roberto Reggi sia elettorale. A Milano c'è chi ha annunciato la nascita del partito islamico. Non vorrei che qualcuno – con la complicità e il tacito assenso di una certa parte politica – si stesse attrezzando per catalizzare il consenso dei musulmani anche a Piacenza, in vista delle prossime Comunali».

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