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Lega: «Turismo in ginocchio, serve fondo per affitti e azzerare Imu, Tari e Cosap per almeno 3 mesi»

Settore è strategico, vale il 13% del Pil nazionale. Federalberghi: «Solo a Parma sistema alberghiero perde 300 mila euro al giorno»

«La Regione prenda posizione innanzi al governo e si faccia carico delle problematiche che devono affrontare gli operatori del settore del turismo emiliano-romagnolo (hotel, pubblici esercizi, negozi, locali, tour operator), duramente colpiti dall'emergenza “Coronavirus”. Pertanto chiediamo che il governatore Stefano Bonaccini solleciti il governo a creare un fondo straordinario che vada a sostegno del finanziamento dell'intero canone di locazione, per almeno tre mesi. Inoltre è necessario procedere con l'azzeramento di Imu, Tari, Cosap per almeno tre mesi (da imputare a carico dello Stato), così come il blocco del pagamento delle rate relative alle cartelle esattoriali di Agenzia Entrate Riscossione, almeno fino al 31/12/2020; la sospensione dei nuovi studi di settore (Isa)». E' quanto rivendica il gruppo Lega E-R in un'interrogazione nella quale i consiglieri del Carroccio ribadiscono come «i danni conseguenti alla pandemia da Coronavirus siano ingenti e in aumento: si consideri a tal proposito come, secondo Federalberghi, solo il sistema alberghiero parmense stima 300mila euro di perdite al giorno, con previsioni di chiusura del 90% delle strutture».

Del resto l’Emilia - Romagna è una regione ricca di siti di interesse storico e culturale, con molte risorse naturali, un’ottima cucina e una spiccata capacità di valorizzare turisticamente le proprie risorse da Piacenza a Rimini, tanto da renderla un’area ricca di fascino in qualsiasi stagione dell’anno. Il turismo è uno dei principali motori d’Italia e della Regione, rappresenta il 13% del PIL nazionale, ma nel Decreto “Cura Italia” ben poco è stato fatto per questo settore.

«Una situazione davvero drammatica alla luce del fatto che gli operatori del comparto turistico sono, per lo più, lavoratori autonomi, piccoli/medi imprenditori, che non hanno lo stipendio fisso ed i cui incassi, considerata la situazione, verranno a mancare per diversi mesi. Poiché, dunque, attualmente, molti imprenditori del settore si trovano senza liquidità, diventa difficile per loro pagare imposte, tasse, contributi e la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e delle ritenute fiscali fino al 30 aprile. Limitarsi al posticipare il versamento per pochi mesi o concedere la rateizzazione delle imposte, non si ritiene, quindi, sufficiente e risolutivo» concludono Matteo Rancan, Lucia Borgonzoni, Fabio Rainieri, Gabriele Delmonte, Stefano Bargi, Daniele Marchetti, Andrea Liverani, Massimiliano Pompignoli, Fabio Bergamini, Maura Catellani, Michele Facci, Matteo Montevecchi, Emiliano Occhi, Valentina Stragliati e Simone Pelloni.

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