Levoni: «Sanzioni per chi bestemmia». Zandonella: «Già previste dal codice penale»

La richiesta del consigliere dei Liberali Antonio Levoni di ritoccare il regolamento di polizia urbana per il momento non viene accolta

Antonio Levoni

«Chi bestemmia va sanzionato». La pensa così il consigliere comunale dei Liberali Piacentini, Antonio Levoni, che aveva presentato diversi mesi fa un’interrogazione che ricordava alla Giunta Barbieri «che la bestemmia non è più un reato dal 1999, bensì un illecito amministrativo», se «la bestemmia è pronunciata nei confronti di una divinità». Levoni riporta nel testo della sua interrogazione il caso del comune padovano di Saonara, che ha previsto una multa da 400 euro per chi si comporta in modo blasfemo. Il consigliere perciò chiedeva al sindaco di Luca Zandonella-5replicare l’esempio di questo comune, prevedendo di istituire la sanzione anche nella nostra città ritoccando il regolamento di polizia urbana del capoluogo: «L’educazione e il rispetto per il sentimento religioso - riflette Levoni - lo imporrebbero».

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L’interrogazione, dopo molto tempo, è approdata in Consiglio comunale. Nella seduta del 20 luglio l’assessore alla sicurezza Luca Zandonella gli ha dato una risposta. «E’ già prevista nel codice penale, all’articolo 724, questa fattispecie, e prevede una sanzione che va da un minimo di 51 euro a un massimo di 309 euro. Quindi diciamo che la sanzione non è così tanto distante dai 400 euro indicati da Levoni.  Al momento non modifichiamo il regolamento di polizia urbana con questa sanzione. Sappiamo che ciclicamente il regolamento va aggiornato con nuove fattispecie. Se in futuro il Consiglio comunale vorrà inserire questo aspetto, si potrà fare. Adesso non ci sembra opportuno rivedere il regolamento solo per questo punto». «Spero che si faccia alla prossima variazione di regolamento – ha detto ancora Levoni -. L’altro giorno ho sentito un bambino di 10 anni bestemmiare in centro. Diceva cose irripetibili, sono rimasto allibito. Un ragazzo di colore di 18 anni lo ha rimproverato, “come ti permetti di dire queste cose”. Ritengo giusto seguire l’esempio di quel comune padovano. Però dobbiamo fare in modo di darle queste sanzioni».

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