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Sabato, 13 Agosto 2022
Politica

«Colpa nostra la sconfitta? Barbieri era un finto centrodestra, la sinistra avrebbe fatto le stesse cose»

Mentre il centrosinistra esulta per la vittoria di Katia Tarasconi nuovo sindaco, nel centrodestra iniziano le analisi di una sconfitta dolorosa. E in molti chiamano in causa i Liberali Piacentini

Elezioni il giorno dopo. Mentre il centrosinistra piacentino esulta per la vittoria netta di Katia Tarasconi, nei corridoi della controparte invece iniziano le analisi di una sconfitta dolorosa, ma che per molti non è stata una sorpresa.
Una voce autorevole che commenta il risultato del ballottaggio è ovviamente quella dei Liberali Piacentini, chiamati per forza di cose a risponderne come una delle principali cause della sconfitta del centrodestra piacentino. 

Ma l'avvocato Corrado Sforza Fogliani rispedisce al mittente ogni accusa, parlando di «una visione molto di parte, interessata, infondata e tesa solo alla difesa delle scelte sbagliate che sono state fatte. In questi anni abbiamo visto che questa amministrazione scaduta non ha mai svolto una politica reale di centrodestra: una amministrazione di sinistra avrebbe fatto le stesse cose che ha fatto una amministrazione di finto centrodestra. Il centrodestra non è una qualifica nominale, ma è soprattutto una espressione politica diversa da quella della sinistra: se si va a votare, e sia che si voti uno o l'altro, tutti si lamentano di avere pochi soldi da spendere, tutti li gettano via, tutti dicono che hanno ereditato una situazione pessima per cui devono metterci mano. Mi chiedo se valga la pena di andare a votare per distinguere queste due matrici ideologiche fondamentali che in realtà non si esprimono mai in una concreta e diversa realtà amministrativa, come è stato il caso tipico della amministrazione Barbieri».

«La responsabilità della sconfitta - sottolinea Sforza Fogliani - non è di chi ha rivendicato una propria identità, ma è di chi ha voluto, scegliendo unilateralmente la candidatura di Patrizia Barbieri, porre noi davanti al fatto compiuto, pur coscienti che avevamo sempre avuto osservazioni cicliche a questa amministrazione, e l'hanno scelta comunque: una candidatura sulla quale fatalmente non si poteva certo pretendere che convergessimo proprio noi che l'abbiamo sempre criticata». 

E ancora: «Se vogliono trovare scuse per il proprio cattivo agire nella scelta delle candidature sta bene, ma non si comprende perché siano falliti quei tentativi di recuperare il recuperabile, mettendo per iscritto le proprie idee e proposte. Se questo fosse stato fatto, noi non avremmo escluso, come invece ha fatto questa amministrazione fin dal momento dei possibili apparentamenti, un supporto. Invece non hanno voluto recepire la componente liberale».

«Ci siamo presentati con una lista autonoma - spiega il presidente dei Liberali piacentini - perché ritenevano di non trovare più una sede corrispondente alle nostre esigenze nel centrodestra che si è configurato nella amministrazione Barbieri. Secondo noi l'errore, a parte la scelta della persona che, pur in alcune occasioni essendosi spesa e prodigata, ma che tuttavia non ha mai avuto una visione per le opere che avrebbero dovuto essere fatte in via primaria da un centrodestra, come ad esempio la diminuzione delle imposte e delle spese per cose non assolutamente necessarie, l'errore è stato di impostare la campagna elettorale su una visione esclusivamente politica, non tenendo conto che si trattava di elezioni amministrative in cui la politica conta ma fino a un certo punto, e conta invece di più il giudizio che l'opinione pubblica e gli elettori danno su questioni di natura amministrativa. Il capovolgimento delle alleanze è stato dettato dalla scelta della persona, e soprattutto dal non avere né idee né programmi precisi e concreti, ma di rifarsi unicamente alla visione di rappresentare i partiti del Centrodestra sul piano politico e nazionale».

Avete già pensato al vostro ruolo in consiglio comunale? Sarà all'opposizione?
«Non siamo né di maggioranza né di minoranza, ma valuteremo di volta in volta i provvedimenti che verranno proposti; naturalmente intendiamo quelli che avranno una incidenza di rilievo. Valuteremo gli atti che verranno presentati secondo il criterio liberale dell'apertura alla iniziativa economica privata e nell'ambito culturale ed economico, e guarderemo soprattutto al fatto che siano provvedimenti rispettosi dello stato di diritto, che è uno dei punti principali della dottrina liberale, e rispettosi della libertà delle persone e non la comprimano. Saremo favorevoli al "disboscamento" di molti enti che sono stati moltiplicati dalle amministrazioni precedenti, e che hanno portato con sé un appesantimento delle spese inutili, ma anche una sostanziale attività volta a celare le reali responsabilità. Come si dice in questi casi "tutti sono competenti, nessuno è responsabile"»

Infine chiediamo un giudizio sul nuovo sindaco: «La conosco poco quindi non so dare un giudizio particolare sul piano politico e organizzativo, l'ho apprezzata a volte in certe occasioni per una visione della conoscenza del territorio e della concretezza dei suoi giudizi».

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