La presentazione del libro

Berizzi: «Meloni è neofascista esattamente come Almirante»

Il giornalista di Repubblica sotto scorta per le sue inchieste sull’estrema destra ha presentato il libro “Il ritorno della bestia” alla Camera del Lavoro: «La premier è tornata indietro rispetto al percorso di Gianfranco Fini»

«Non ho fatto altro in questi anni che “unire i puntini neri”. Pensavamo che la questione del fascismo fosse una cosa limitata a quattro ragazzotti di Casa Pound e Forza Nuova. Invece “la bestia” stava crescendo e c’era chi lavorava per far tornare l’estrema destra». Così Paolo Berizzi, noto giornalista di “Repubblica”, da anni impegnato in inchieste e articoli sul mondo dell’estrema destra italiana, ha presentato il suo ultimo libro (“Il ritorno della bestia”) nella sede della Camera del Lavoro di Piacenza. Con lui anche Pier Luigi Bersani e Beppe Giulietti di Articolo 21, insieme al direttore editoriale di Libertà, Gian Luca Rocco.

«Dicono - ha esordito Berizzi presentando il libro - che vedo i fascisti ovunque. Non sta tornando il regime con il fez e il manganello con l’olio di ricino e la marcia su Roma. Il fascismo di cui parlo è nuovo, è “pop”, e fa parte da sempre della pancia degli italiani. È quello che emerge quando s’inneggia alla Decima Mas, che si vanta dei forni crematori, che vuole classi separate per i disabili». Per Berizzi bisogna mantenere l’attenzione alta, non solo per il caso del generale Vannacci («il suo libro è xenofobo e razzista»), ma sulle decisioni assunte a Roma. «Abbiamo in Parlamento gli eredi ideologici del fascismo e in questo momento storico sono al Governo del Paese, unico caso in Europa».

«Non si è ancora capito - ha aggiunto Bersani durante il dibattito - cosa realmente sia "la mucca nel corridoio". Questa destra fa finta di essere conservatrice. C’è un vento di destra mondiale, tutte le destre europee hanno la medesima ricetta con degli ingredienti tattici diversi. Quasi sempre ci sono antimondialismo e anti-immigrazione, parlano di sostituzione etnica. Tutte interpretano la modernità come decadenza morale, quindi “Dio-Patria-famiglia” e perciò “gay e abortisti non rompessero le scatole”. Poi sono negazionisti sul clima e sui vaccini. Governano la società per corporazioni, vedono la società a fettine. In Italia la cosa in più è che si vede "la voglia di rivincita". Il nucleo di comando di questa operazione utilizza il Governo come occasione di rivalsa. Gli sconfitti vogliono cambiare la narrazione. E il premierato va in questa direzione».

Beppe Giulietti (Articolo 21) ha ringraziato la Cgil piacentina per il grande impegno nella società locale, a partire da quello che fa per l’integrazione. «Cosa sono l’allontanamento di Serena Bortone, la censura ad Antonio Scurati, l’annullamento delle apparizioni di Roberto Saviano, se non bavagli e prove tecniche di regime?». «Sono un tifoso di Berizzi - ha proseguito - fu il primo a fare le inchieste con Fabrizio Gatti, ad esempio andando sotto copertura nei cantieri, da precario. È costretto ad una vita sotto scorta. Trovo vergognoso in questo Paese che lui e Liliana Segre siano scortati e gli squadristi girino senza problemi».

L’atteggiamento del Governo Meloni è sotto la lente d’ingrandimento da parte del giornalista di Repubblica. «Stanno sferrando un colpo alla Costituzione con il premierato, cercando una rivincita, che però in parte è già stata ottenuta con le elezioni politiche del 2022. Dietro al paravento di un finto conservatorismo, utile soltanto ad avere l’ok degli Usa e delle cancellerie europee, Giorgia Meloni è neofascista esattamente come lo era Giorgio Almirante. Né più, né meno. Lo è per quello che dicono le persone attorno a lei che lei si è scelta, a partire dalla seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, che tiene i busti del Duce in casa. Delle prime cinque cariche dello Stato ne abbiamo almeno due che non riescono a dirsi antifascisti».

La tesi di Bersani è sposata da Berizzi. «Vogliono riscrivere la storia. Giorgia Meloni è tornata indietro, invece che andare avanti, sul percorso di Gianfranco Fini, che definì il fascismo “male assoluto”. Lui è considerato un traditore, lei ha dichiarato che “non avrebbe mai tradito”. Vedo in giro un’aria brutta, qualcuno potrebbe sperare in un incidente, per ottenere poteri e leggi speciali, con il pugno duro». Insomma, vent’anni fa Berizzi vedeva i fascisti proliferare nelle «curve degli stadi e ai concerti nazi-rock», «oggi i fascisti li vedo al Governo del Paese».

In apertura della presentazione del libro di Berizzi il segretario provinciale della Cgil, Ivo Bussacchini, ha sottolineato come il sindacato sia impegnato da tempo nella raccolta firme per difendere la Costituzione. «Premierato e autonomia differenziata sono due proposte di questo Governo che contestiamo. Il Ddl sul premierato è una verticalizzazione del potere senza precedenti in Occidente. Difendiamo la centralità del Parlamento, l’equilibrio dei poteri e il ruolo del presidente della Repubblica. L’autonomia invece divide il Paese e aumenterà le disuguaglianze tra i territori».

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