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L'intervento

Lidl di via Calciati: «Il pasticcio del parcheggio è targato Tarasconi»

Barbieri, Sgorbati e Papamarenghi: «L’accordo c’era, la Giunta attuale aveva il compito di formalizzare la delibera ma ha dimostrato un atteggiamento arrogante»

«Sarebbe bastato confrontarsi per evitare che le questioni del parcheggio del Lidl diventassero il “pasticcio” che l’Amministrazione Tarasconi, e non altri, ha creato. La variante deliberata dal Consiglio Comunale di Piacenza relativa al Lidl di via Calciati prevedeva che il parcheggio fosse utilizzato non solo dai clienti del supermercato, ma anche dai cittadini, ovviamente con il rispetto degli standard dei posti a servizio dell’attività commerciale». I consiglieri comunali Patrizia Barbieri, Jonathan Papamarenghi, Federica Sgorbati (Civica Barbieri-Liberi) intervengono sulla querelle che riguarda i 130 posti auto del Lidl.

«Di convenzioni all’epoca non dovevano essercene perché, come l’attuale Amministrazione dovrebbe ben sapere, era l’ufficio tecnico e, quindi l’allora dirigente, che era competente per il rilascio del permesso di costruire. Poiché il tecnico, e non certo la parte politica, fece allora un provvedimento in cui tralasciò di inserire la prescrizione data dalla Giunta e dal Consiglio Comunale, nacque l’esigenza (non certo per rimediare ad un errore della parte politica) di disciplinare per iscritto con Lidl la questione parcheggi (peraltro mai contestati durante il mandato Barbieri). E così con gli uffici da un lato e la parte privata dall’altro si era arrivati alla definizione di un’intesa che contemperasse le esigenze di tutti».

«Con tanto di progetto, che dovrebbe essere ancora negli uffici del Comune, l’allora assessore Opizzi, unitamente al dirigente Rossi, individuavano l’entità numerica e la collocazione dei posti riservati al supermercato quale quota di pertinenza, lasciando ad uso pubblico la residua parte. La soluzione definitiva, e solo da formalizzare, era stata dunque trovata e occorreva semplicemente l’assunzione della delibera di perfezionamento dell’accordo, che la precedente Amministrazione non ha potuto attuare solo per gli impedimenti derivanti dalle disposizioni relative al periodo preelettorale. Orbene, non foss’altro per il rispetto del principio di continuità amministrativa, tale delibera avrebbe potuto e dovuto essere assunta dall’attuale Amministrazione che evidentemente, con il consueto atteggiamento arrogante, non ha voluto considerare l’accordo già intercorso. E il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti: per non dare seguito a quanto già ottenuto da chi c’era prima, si preferisce far ricadere la colpa sugli altri, sempre rigorosamente a discapito dei cittadini».

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