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Liste d’attesa, «I dati dell’Ausl di Piacenza sono sempre più drammatici»

La consigliera regionale Castaldini (Fi): «Visite sportive, diabetologiche, oculistiche, dermatologiche in forte ritardo»

«I dati delle liste d’attesa dell’Ausl di Piacenza sono e rimangono tra i peggiori». Ne ha parlato in commissione salute della Regione Emilia-Romagna la consigliera regionale Valentina Castaldini di Forza Italia.

L’indicatore misura in percentuale quante prenotazioni vengono fissate entro il tempo d’attesa standard sul totale, quindi, se tutte le visite o gli esami sono fissati entro il tempo richiesto dal medico che ha prescritto l’esame, l’indicatore è al 100%, più si ritarda più la percentuale si abbassa. I dati delle ultime tre settimane rilevate, dal 21 marzo al 10 aprile, mostrano una situazione, su alcune prestazioni, problematica.

I DATI PEGGIORI

Alcuni esempi. «Mediamente solo il 15% delle visite oculistiche viene svolto in tempo. Le visite dermatologiche hanno un indice di performance che oscilla dal 22 al 14%. Non va meglio per chi deve prenotare una visita endocrinologica, dato che la percentuale di pazienti che riesce ad accedere nei tempi stabiliti varia dal 6 al 22%. Anche la Rmn dell’addome in zona rossa, con una performance tra il 40 e il 13%. Maglia nera dell’Ausl Piacenza sono le visite diabetologiche, nelle ultime settimane la performance è stata tra il 9 e lo 0%. Menzione speciale per le visite sportive per chi, contagiato da Covid, deve ritornare all’attività agonistica, oggetto oggi di una mia interrogazione, che richiedono un tempo medio, dalla prenotazione all’esecuzione, di 42 giorni».

«Questi dati sono sconfortanti per esperienza diretta personale di casi di cui sono a conoscenza», commenta Gabriele Girometta, commissario provinciale di Piacenza di Forza Italia, e aggiunge «una risonanza prenotata ieri ha posto a giugno inoltrato, mentre una Tac per un paziente sospetto di recidiva oncologica ha spinto la famiglia stessa ad una prenotazione a pagamento».

«Il piano di riordino attuale evidentemente non funziona, come avevano affermato al momento dell’approvazione molti sindaci di centrodestra che votarono contro. Occorre che la Regione intervenga al più presto per sanare una situazione che oggi è inaccettabile anche in virtù del fatto che Piacenza ha pagato a caro prezzo in termine di decessi, la prima ondata di Covid 19 e non vorremmo che questa ulteriore disfunzione della sanità pubblica andasse a danno della salute di tutti i piacentini».

«La mia attenzione su questo tema è alta da diversi mesi», conclude Valentina Castaldini - i dati di questo distretto sono particolarmente preoccupanti, per alcune discipline sono sotto il 10%, non mancherò, nei prossimi giorni, di depositare un’interrogazione per continuare a sollecitare la giunta su uno dei problemi che impattano più negativamente sulla salute dei cittadini».

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