Politica Gossolengo

Logistica a Gossolengo, Legambiente: «Proposta irricevibile»

Il circolo “Politi”: «L’Amministrazione non si nasconda dietro ad un dito, basta vedere il rendering della proposta per rendersi conto che sarebbe un delitto portare qui la logistica»

Da oggi è possibile scaricare dall’albo pretorio del Comune di Gossolengo la documentazione relativa al progetto di insediamento logistico di 150.000 metri quadrati sulla terra di Gossolengo. «Basta guardare le dimensioni dei capannoni descritti nel rendering – interviene il circolo “Emilio Politi” di Legambiente Piacenza -  per rendersi conto che tale proposta sarebbe a priori irricevibile, sotto ogni profilo, paesaggistico, ambientale e di coerenza urbanistica con il contesto del paese. Anche a prima vista,  risulta difficile comprendere come l’Amministrazione abbia anche solo potuto adottare la proposta di un simile insediamento sulla base delle consuete giustificazioni: 1) era già nelle previsioni della precedente amministrazione; 2) riceveremo 2 milioni di euro di oneri di urbanizzazione».

«Sulla prima questione è ora di darci un taglio e che le amministrazioni in carica si assumono le responsabilità dei propri atti, bocciando le deliberazioni precedenti - mediante adeguate motivazioni - oppure le approvino riconoscendone la validità, senza nascondersi dietro a un dito. Sulla questione degli oneri va ribadito per l’ennesima volta che non sono un regalo ma servono in gran parte per interventi sulla viabilità e sulle infrastrutture per rendere possibile l’insediamento stesso. Anzi nel corso del tempo la manutenzione ordinaria assorbirà, con gli interessi, tutto ciò che apparentemente il Comune incassa. Altro che interesse pubblico».

«Senza contare che il territorio di Gossolengo è già stato profondamente e insensatamente ferito dal bitumificio nel parco (un vero e proprio controsenso), con il corollario di disturbi odorifici ai residenti e di intensificazione del traffico da mezzi pesanti. Disagi che aumenteranno con l’insediamento già autorizzato di un impianto a biogas a meno di 300 metri dalle abitazioni.

Nei mesi che ci separano dalla fine dell’anno, quando scadrà il termine della finestra concessa dalla nuova legge urbanistica regionale per l’attuazione delle previsioni dei Psc vigenti, assistiamo a un profluvio di procedure di autorizzazione in moltissimi comuni, soprattutto nel campo della logistica “a spezzatino”. Hanno un bel da fare gli organismi internazionali ad invocare provvedimenti per rispettare gli impegni della Conferenza di Parigi per contrastare i cambiamenti climatici. Inutile che si sgolino Greta Thunberg e il Papa per richiamare tutti alla responsabilità verso le sorti dell’umanità se sono gli stessi  Sindaci, i primi responsabili delle proprie comunità, a non tenerne conto. Non c’è legge che tenga».

«Sosteniamo quindi la lotta del neo comitato “Regina” – conclude Legambiente - e abbiamo apprezzato il richiamo del presidente di Confagricoltura Gasparini, al quale ci associamo. Speriamo che analogo allarme venga espresso dalla Coldiretti perché il consumo di suolo, di questo suolo, fra i più fertili del mondo, come non si stanca di sottolineare Luca Mercalli, è un vero e proprio delitto».

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