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Luna Park: «Invece di sperimentare sulla pelle dei cittadini si dovrebbe sperimentare la partecipazione»

Sulla nuova locazione della "cittadella del divertimento" nel parcheggio dietro viale Malta intervengono con dure critiche al Comune i consiglieri del Movimento 5 Stelle di Piacenza

Sullo spostamento del Luna Park, in via sperimentale per quest'anno, nel parcheggio di viale Malta, interviene anche il Movimento 5 Stelle di Piacenza. «La decisione ci appare insensata - si legge in una nota dei consiglieri grillini - in quanto si è scelto uno dei pochi parcheggi situati in prossimità del centro storico e, ancor più grave, adiacente agli uffici comunali, alla Questura e alla clinica S. Antonino. Individuiamo nella decisione della giunta diversi ordini di problemi: non si può pensare che eliminare 80 posti auto in quella zona di città non andrà ad incidere e non creerà disagio; La città sarà già messa a dura prova dall’adunata degli alpini e sarà ancora una volta il centro storico a sopportarne il peso maggiore, quindi spostare anche il Luna Park in quella zona vuol dire gravare di nuovo sul cuore della città; Si parla di “contenimento del rumore”, ma si è pensato alla vicinanza della clinica e ai suoi ospiti ricoverati che per un mese intero dovranno convivere, seppur in un orario circoscritto, non solo con la musica del Luna Park, ma anche con i suoni, i rumori delle giostre e dei loro frequentatori?»

Poi la nota prosegue: «L’assessore ha parlato di “sinergie con i commercianti piacentini che avranno a disposizione biglietti gratuiti da donare ai clienti”. Ci chiediamo quale percorso partecipativo sia stato messo in atto per arrivare a creare queste singergie, visto che alcuni commercianti ci hanno segnalato di non essere stati in alcun modo interpellati in merito e di non sapere nulla di questa opportunità. Forse il percorso partecipativo intrapreso è lo stesso utilizzato per il progetto di Piazza Cittadella o del PSC…»

«Noi crediamo - affermano i 5 Stelle - che invece di sperimentare sulla pelle dei cittadini sarebbe meglio cominciare a pensare di creare un’area attrezzata permanente, anche in zona Caorsana, per affrontare in maniera strutturale queste evenienze. Insomma, sommando tutte queste perplessità a quelle già sollevate anche da altre forze politiche pensiamo che “l’esperimento” dell’assessore Tarasconi sia fallito ancor prima di partire. Forse la vera sperimentazione che questa amministrazione dovrebbe cominciare a provare è la partecipazione».

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