Agricoltura, Lega Nord: "Così l'Europa uccide il cibo italiano e mette a rischio la salute"

L'intervento del dipartimento agricoltura della Lega Nord di Piacenza e provincia

"La ricerca da parte dell'istituto per l'Ambiente di Monaco di Baviera -  si legge in una nota del Dipartimento Agricoltura e Ambiente della Lega Nord di Piacenza - che ha evidenziato la presenza nella birra prodotta da 14 marchi tedeschi, in alcuni casi addirittura 300 volte superiore al limite di legge, purtroppo non ci stupisce. Non ci stupisce perché abbiamo già assistito troppe volte a questo tipo di contraffazione alimentare. Chi non ricorda il caso della carne di suino alla diossina. Allevatori olandesi ricorrevano all' utilizzo di oli esausti per grassare i mangimi impiegati nell' alimentazione dei loro animali. Abbattendo in tal modo i costi di alimentazione dei loro suini erano in grado di esercitare una concorrenza sleale nei confronti dei nostri suinicoltori che per poter utilizzare i marchi doc e dop devono sottostare a dei disciplinari di produzione, anche alimentari, rigorosi su cui vigilano oltre che i preposti organi delle vigilanza veterinaria anche i consorzi delle nostre produzioni tipiche. Vogliamo parlare di mucca pazza? Gli allevatori inglesi utilizzavano senza nessuna remora farine di origine animale nell'alimentazione dei loro bovini determinando in tal modo la trasmissione dell'encefalopatia spongiforme umana nota come morbo di Creutzfeld-Jacobs". 

"Anche in questo caso cercando in ogni modo di contenere i costi dell'alimentazione dei bovini si è finito per mettere a rischio la salute del consumatore. Di fronte a una evidenza che è innegabile il ministro della salute Lorenzin e quello dell' agricoltura Martina affermano che potrebbero programmare un percorso per escludere l' uso del glifosate entro il 2020. Vivono su Marte? Forse molto più semplicemente è sufficiente frequentare gli uffici dei ministeri romani per perdere il contatto con la realtà. Sappiamo tutti che l' Italia non è autosufficiente per quanto riguarda la produzione di cereali . Importiamo oltre il 50% del mais , della soia e del grano. Sappiamo che i paesi dai quali importiamo questi prodotti coltivano da anni cereali geneticamente modificati. Ebbene queste coltivazioni ogm sono glifosate resistenti e quindi vengono regolarmente trattate anche in stato avanzato di coltivazione per l' effetto diserbante di tale molecola. Non vogliamo addentrarci nel discorso ogm, meriterebbe ben più spazio. Una domanda ci sorge però spontanea. Perché il consumatore deve essere sottoposto a questi continui rischi,con gravissime ripercussioni sullo stato di salute? Gli agricoltori e gli allevatori italiani sono, giustamente sottoposti a controlli di ogni tipo".

"A loro vengono imposti rigidi protocolli di coltivazione e di alimentazione che da una lato sono sicuramente una garanzia per la salubrità del consumatore ma che determinano costi di produzione sicuramente più elevati. Grosse responsabiltà ha l'Europa che non vuole indicare in etichetta da dove proviene esattamente un bovino o un suino. Ci sono parecchi paesi che usano ancora estrogeni o farmaci che da noi sono vietati da oltre 30 anni. Il nostro pomodoro, eccellenza dell' agricoltura piacentina è controllato in modo quasi maniacale. Peccato però che poi nello scaffale la massaia se lo ritrovi miscelato nella migliore dell' ipotesi con pomodoro di origine cinese. D' accordo con i giganti del food degli Stati Uniti i burocrati di Bruxelles fregandosene non solo dell' economia italiana ma anche della salute del consumatore stanno seriamente pensando di creare uno stabilimento al centro dell' Europa per alimentarci tutti allo stesso modo. Per costoro la salute di chi vorrebbero alimentare con cibi incolore,insapore spacciato come novelfood è un' optional. Dove sono già finite tutte le belle parole spese dal ministro Martina durante Expo sul cibo sano,sicuro,controllato, sostenibile sui piatti dalla storia millenaria. Oggi l'agricoltura italiana sta morendo da nord a sud. I danni economici fatti dai profittatori di Bruxelles e delle multinazionali sono ingenti con gravissime ripercussione sul bene più prezioso che ognuno di noi possiede".

La salute - "Con 403 voti favorevoli e 238 contrari il Parlamento europeo si è opposto alla decisione della Commissione europea di autorizzare l' uso di un mais geneticamente modificato prodotto dalla stessa multinazionale che produce il glifosate. Conoscendo bene la forza comunicativa delle multinazionali siamo assaliti da un grosso dubbio. Un noto politico diceva che a pensare male si fa peccato ma molte volte ci si azzecca. Non è che la multinazionale che produce il glifosate ha già pronta una nuova molecola. Molecola potenzialmente più dannosa per la salute umana ma più redditizia per chi la produce. Finora ,solo Orwell con il grande fratello era arrivato a tanto. Ma quello era un romanzo. Qui invece c'è in gioco la sovranità alimentare dei cittadini italiani a cui deve essere riconosciuto il sacrosanto diritto di scegliere il proprio cibo sapendo esattamente cosa contiene e di vedere tutelata la propria salute e quella delle generazioni future".

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