Mancano i medici, Callori: «Scarsa lungimiranza e programmazione»

L'intervento del consigliere regionale di Fratelli d'Italia

Il tema sanità continua a tenere banco e con ragione. L’allarme carenza medici, lanciato dal presidente dell’Ordine piacentino Augusto Pagani, è condiviso un po’ ovunque. «Ciò significa che negli anni – prende la parola il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Fabio Callori - si sono succedute politiche sanitarie poco lungimiranti che non hanno tenuto conto dei fattori che avrebbero scatenato in poco tempo una situazione per cui la stima dei pensionamenti previsti nei prossimi anni non sarebbe stata bilanciata da nuove assunzioni. La situazione è già preoccupante a Piacenza, ma lo è altrettanto in altri territori, dove, come ha affermato Pagani, ci sono aree più disagiate che non possono contare sulla indispensabile presenza di un medico di medicina generale, ovvero di un punto di riferimento essenziale soprattutto per gli anziani e i pazienti cronici che vivono, per esempio, nelle aree montane. La politica e gli amministratori devono trovare soluzioni urgenti che puntino a mantenere la qualità professionale contestualmente a retribuzioni gratificanti. Ma è bene anche individuare gli errori fatti da quella dirigenza regionale e nazionale saccente e senza autocritica, targata politicamente, che ha prodotto pessime programmazioni e usato le risorse in modo inefficiente. Non sarà semplice rimediare a questi errori, bisogna tuttavia correre ai ripari e trovare soluzioni, sia nel breve periodo per affrontare il fabbisogno più urgente e garantire la qualità dei servizi, anche promuovendo, come è stato suggerito, sbocchi diversi per specialisti verso i ruoli più carenti. Ma è nel lungo periodo che devono essere pianificati interventi strutturali risolutivi che tengano conto degli scenari che si svilupperanno prevedibilmente nel paese e nella nostra regione incrementando le risorse per le specializzazioni, facilitando gli ingressi e agendo anche sul fronte salariale, solo per citare alcune strade. E’ comunque evidente in Emilia e Romagna che il settore sanitario tanto enfatizzato sta implodendo per carenza di capacità programmatoria e per troppa autoreferenzialità».

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