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Manichini impiccati e striscioni in città: «S’ignorano i bisogni dei lavoratori»

Il gruppo di estrema destra “Mascherine Tricolori” protesta contro il Governo con provocazioni davanti a Confesercenti, Camera di Commercio, Questura e Agenzia delle Entrate

Nella notte sono stati affissi diversi striscioni in varie zone della città e dei manichini sono stati, provocatoriamente, impiccati davanti a Confesercenti, Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate e Questura, a simboleggiare «le difficoltà che tutti i lavoratori stanno subendo e l'impossibilità di manifestare senza subire la repressione dello Stato, che tenta di delegittimare le proteste». L'azione è stata firmata dalle “Mascherine Tricolori”, un gruppo riconducibile all’estrema destra piacentina.

«Con questa azione - inizia la nota del gruppo di protesta - abbiamo voluto mostrare la nostra solidarietà alle varie categorie di lavoratori colpiti dalla crisi economica. Inoltre, a seguito delle indagini fuori luogo ai danni di alcuni manifestanti scesi in piazza lunedì scorso, è stato affisso un manichino presso la Questura, in aperta polemica con chi ha dato il via al ingiustificata repressione nei confronti di alcuni aderenti alle proteste, che, teniamo a sottolineare, non sono state turbate né da scontri né da alcun attimo di tensione». «Non possiamo star immobili di fronte a chi ha gestito male l'emergenza sanitaria prima, per poi non trovare le misure economiche adeguate per milioni e milioni di italiani che rischiano la fame. Scendere in piazza ora significa lottare per il proprio presente e futuro».

«Se la risposta dunque - conclude la nota - sarà, continuare ad ignorare i bisogni dei lavoratori e dei cittadini, noi italiani saremo disposti ad aumentare l'intensità e la forza delle nostre proteste. L'Italia non merita una fine così atroce e siamo pronti ad essere in prima linea per impedire che ciò accada. Invitiamo tutti i lavoratori e famiglie, anche coloro che ancora non sono stati colpiti, a partecipare alle manifestazioni future, indipendentemente da chi le indica: combattere la macelleria sociale, ovvia conseguenza dei dpcm e delle chiusure, è un dovere di ogni cittadino».

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