«Manifesti elettorali abusivi, le multe non sono uguali per tutti»

Il movimento 5 Stelle di Piacenza interviene sulla polemica nata durante la campagna elettorale per l'elezione del sindaco. «I partiti hanno facoltà di non rispettare la legge e di non pagare dazio»

«I partiti hanno facoltà di non rispettare la legge e di non pagare dazio»

«Due pesi e due misure. Infatti, come sempre, i cittadini che violano le norme vengono inseguiti da Equitalia e costretti a pagare anche attraverso il fermo macchina o l'ipoteca sulla casa, mentre per i partiti non succede la stessa cosa, anzi oltre alla beffa dei rimborsi elettorali, già eliminati con un referendum, ma regolarmente incassati con nome diverso, hanno anche la facoltà di non rispettare le leggi e di non pagare dazio».

L'intervento è del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Piacenza che ritorna a parlare su una questione emersa durante l'ultima campagna elettorale per le elezioni comunali, ovvero la questione dei manifesti elettorali abusivi.

«In occasione delle recenti elezioni amministrative di maggio 2012 - si legge in una nota - noi candidati del M5S avevamo provveduto a segnalare presso l'autorità competente, i Vigili Urbani, tutte le violazioni alla normativa relativa alle affissioni elettorali. Tale normativa ci era stata spiegata durante un incontro che si è tenuto in Prefettura, dove si evidenziavano anche le eventuali sanzioni a carico dei partiti a seguito della violazione delle norme. La violazione di cui all’art. 6, comma 1, della legge 212/56 prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 103,00 euro a 1.032,00 euro. Le Amministrazioni comunali, inoltre, sono tenute, per legge, dal momento dell'assegnazione degli spazi per l'affissione dei manifesti elettorali, a provvedere alla defissione dei manifesti affissi fuori degli spazi autorizzati per ciascun partito politico o movimento, nonché a rimuovere ogni altra affissione abusiva o scritta ovunque effettuata. Le spese sostenute dal Comune per la rimozione del materiale di propaganda elettorale sono a carico in solido, dell'esecutore materiale e del committente responsabile (art. 15, legge 515/93 come modificato dall'art.1, comma 178, della legge n. 296 del 27.12.2006 - legge finanziaria 2007). Durante la campagna elettorale possono infatti essere utilizzate varie forme di propaganda elettorale che non è vietata, ma attraverso la normativa è regolata e garantita per tutti con le stesse opportunità, gli stessi luoghi e spazi pubblici».

«La ratio della norma - proseguono i grillini - è quella di garantire le pari opportunità tra tutte le forze politiche presenti alla competizione elettorale. Noi candidati e molti attivisti, in applicazione della normativa presentataci in Prefettura e dando seguito al nostro comunicato stampa apparso sui quotidiani locali e sui media, abbiamo provveduto a segnalare tutti i manifesti elettorali abusivi che riscontravamo nelle vie cittadine alla Polizia Municipale che ci auguriamo abbiano provveduto a fare gli accertamenti del caso. Il 22 giugno 2012, terminate le elezioni, abbiamo depositato un'interrogazione nella quale chiedevamo al comune di comunicarci se fossero stati emessi dei verbali a seguito delle segnalazioni da noi effettuate relativamente ai manifesti elettorali abusivi e l'importo delle multe comminate. Il 20 luglio il sindaco, da cui dipende la Polizia Municipale, ci ha risposto comunicandoci che la stessa ha accertato e contestato 9 verbali per la violazione della normativa vigente in ambito di propaganda elettorale. Nella risposta alla nostra interrogazione ci viene indicato inoltre che i verbali sono stati trasmessi alla Prefettura quale organo competente in materia, in quanto le relative sanzioni vengono introitate dallo stato. Due cose vogliamo evidenziare: primo che le segnalazioni da noi effettuate sono state veramente molte, ci sembra infatti che solo 9 verbali siano pochi, forse non tutte le violazioni sono state poi accertate e contestate e di fatto nessun manifesto è stato defisso dall’autorità».

«La sensazione è stata che gli accertamenti siano stati effettuati SOLO a seguito delle nostre pressanti segnalazioni; in secondo luogo vogliamo precisare che abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti in Prefettura,  volendo sapere l'entità delle sanzioni effettivamente incassate dallo stato.   Ad oggi abbiamo saputo dal responsabile della Prefettura  che il procedimento è in fase istruttoria, che sono stati fatti alcuni ricorsi e che sapremo l’esito dei ricorsi appena l’iter sarà ultimato. In merito ai pagamenti delle sanzioni da parte dei trasgressori che non hanno fatto ricorso, che sono di competenza della Polizia Municipale, non sappiamo se siano stati effettuati.   Infatti, da sempre, le violazioni della normativa in materia elettorale sono oggetto di sanatoria, pertanto i partiti, di regola, non rispettano le norme perché sanno di non essere costretti a pagare sanzioni. Infatti dal 1996 al 2011, di anno in anno, è stata approvata dal parlamento la sanatoria per i manifesti elettorali abusivi. In pratica nel 2011, con soli 1000 euro per provincia, sono state condonate le decine di migliaia di sanzioni per i manifesti abusivi e le violazioni alle leggi sulla propaganda politica commesse dai partiti. In pratica, coloro che hanno affisso illegalmente manifesti negli spazi che spettavano ad altri e deturpato le città mettendoli selvaggiamente su muri, cassonetti, cartelli stradali o point elettorali lo hanno fatto con la certezza dell’impunità, nonostante le comunicazioni ufficiali della Prefettura e la polemica sorta sui quotidiani».

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«Chi, come noi,  al contrario, ha scelto il rispetto della legge anziché la sua sistematica violazione ,di fatto si è visto sottrarre la possibilità di fare propaganda in ugual misura. Ma da cittadini ci chiediamo: se già in campagna elettorale i candidati violano la legge, certi dell’impunità dalla stessa, se saranno eletti perché si dovrebbero comportare diversamente? Ci risulta che l'emendamento per inserire la sanatoria nel decreto Milleproroghe del febbraio 2012  presentato in modo bipartisan da Giancarlo Bressa (PD) e Gioachino Alfano (PDL) alla Commissione Bilancio alla Camera sia stato bocciato, soprattutto per le polemiche che ne sono scaturite. A questo punto chiediamo ai trasgressori della normativa di comportarsi come i cittadini, rispettare le regole e pagare le relative multe».

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