Martiri delle foibe, Fratelli d’Italia: «Ancora oggi intollerabili sacche di negazionismo»

«Intollerabile che vi sia qualcuno con la faccia tosta di cercare di ascrivere la drammatica vicenda ad una vendetta dovuta alle vessazioni che il regime fascista avrebbe inflitto agli abitanti di quei territori»

«Assistiamo ancora oggi, nel dibattito pubblico ed istituzionale, al vile tentativo di negare, ridimensionare o – peggio – giustificare la pulizia etnica patita dagli Italiani, ed il conseguente esodo dalle terre istriane, a causa dei partigiani comunisti del maresciallo Tito». Lo scrive in una nota il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia che rimarca come «sia incredibile che a fronte delle parole inequivocabili del Presidente della Repubblica Mattarella, che ha parlato di “sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo”, vi sia qualcuno con la faccia tosta di cercare di ascrivere la drammatica vicenda ad una vendetta dovuta alle vessazioni che il regime fascista avrebbe inflitto agli abitanti di quei territori». «Ancora più grave – prosegue la nota degli esponenti del movimento politico di Giorgia Meloni – quando affermazioni similari provengono da associazioni ed istituti che vorrebbero darsi la qualifica di scientifici ricercatori della verità storica. Tutto questo rappresenta, dal nostro punto di vista, qualcosa di intollerabile. Le pubbliche istituzioni debbono non solo smettere di patrocinare iniziative che sostengono queste tesi revisioniste, ma anche prendere con forza le distanze, oltre a farsi promotrici di iniziative rivolte al mondo scolastico che consentano alle giovani generazioni di conoscere appieno le sofferenze del popolo istriano i cui carnefici – concludono i rappresentanti di Fratelli d’Italia – hanno in molti casi nomi e cognomi, così come l’ideologia che li guidava nel loro cieco odio e nei loro propositi omicidi: il comunismo».

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