Maschi (Noi per Rivergaro): «La tensostruttura di Niviano ancora bocciata dal Tar»

Il consigliere di minoranza: «La tensostruttura a Niviano non si fa più, pietra tombale su quest’opera»

«Doccia fredda - e figuraccia - per l'amministrazione Albasi – commenta il consigliere di “Noi per Rivergaro” Michele Maschi, esponente locale di Fratelli d'Italia -. Il Tar di Parma dà, per la seconda volta, ragione al privato a cui il Comune aveva intentato l'esproprio del terreno. Viene posta quindi una pietra tombale sulla delibera di giugno scorso: la tensostruttura a Niviano non si fa più. L'opera comunale, che doveva servire come palestra, sarebbe dovuta sorgere limitrofa alla scuola di Niviano, proprio come il palazzetto dello sport che, però, doveva essere realizzato da tempo da un investitore privato, secondo un accordo di programma del 2007. In Consiglio Comunale mi opposi fermamente a questa opera, frutto di una pianificazione scellerata, disposta da chi, quando si trova alle strette, ricorre all'istituto dell'esproprio per porre rimedio ai propri pasticci, a danno dei soggetti privati (che a Niviano è sempre lo stesso)».

«Nella sentenza del Giudice del 29 gennaio scorso, tra l'altro si legge: "Il Comune ha scelto lo strumento della variante specifica al vecchio PRG comunale, dato che il Comune non si è ancora dotato né del Piano operativo, o P.O.C., previsto dalla legge urbanistica regionale n. 20/2000, né degli strumenti urbanistici previsti dalla nuova legge urbanistica regionale n. 24/2017”. E ancora "il vincolo espropriativo decade automaticamente allo scadere dei cinque anni dalla sua apposizione, e può essere reiterato per una sola volta; nel caso di specie, il vincolo de quo – come incontrovertibilmente accertato - era stato già almeno una volta reiterato, prima dell’approvazione della delibera impugnata, e non poteva dunque più essere reiterato”. Sì, perché infatti non è la prima volta che il Comune tenta l'esproprio obbligando, quindi, il privato a farsi carico di una causa in Tribunale. Lo dissi in giugno e lo ribadisco ora se non è accanimento questo, non so di cos'altro si tratti. Insomma una situazione imbarazzante, ed un bello smacco per chi riteneva di avere il potere di fare e disfare a piacimento, mal spendendo danari pubblici. Si conclude così: niente tensostruttura e niente palestra per Niviano, dopo 13 anni di attesa. Riuscirà ancora il sindaco, che dava l'opera come fondamentale e prioritaria, a giustificare il ricorso ad un metodo sbagliato? Fino a dove, per il sindaco, il fine giustifica i mezzi?».

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