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Festa del Pd, Renzi soft ma rottama ancora: «Cambiare la classe dirigente»

Matteo Renzi spopola e incassa applausi. Dopo aver servito una torta ai giornalisti dice scherzando: «Ormai sono agli ordini di Reggi». E poi elenca le cose che vanno rottamate in Italia

Matteo Renzi applaudito alla Festa del Pd ai bastioni di Porta Borghetto. Il sindaco di Firenze fa il pieno di pubblico. Arriva con un po' ritardo e subito viene preso a braccetto dall'ex sindaco di Piacenza Roberto Reggi. Non poteva essere altrimenti d'altronde. Dopo aver stretto mani e fatto sorrisi si intrattiene con i giornalisti. Ma prima c'è il tempo per servire loro una fetta di torta offerta dai volontari della festa.

Matteo Renzi alla festa del Pd ©Gatti-Londra/IlPiacenza

E' un 37enne brillante il sindaco di Firenze, è toscano e si vede. Il rottamatore più famoso d'Italia non delude le aspettative. E fornisce un decalogo delle cose da rottamare, sempre che riuscirà a prendere le redini del Pd: i parlamentari dopo il terzo mandato, il fisco che porta il 50% agli imprenditori, la Salerno-Reggio Calabria che è costata più della sonda Curiosity, lo Stato che non paga i fornitori.

«Non sono nella tana del lupo qua a Piacenza (città di Pierluigi Bersani ndr), nelle primarie ci sono solo persone che si confrontano. Qui ci sono tanti amici e sindaci che condividono questa battaglia, che è una battaglia di civiltà fatta insieme. Senza parlar male degli altri, dico a Bersani che vinca il migliore»

A chi gli chiede se la torta è metaforica, cioè se si è alla frutta risponde ridendo: «Dai, non siamo alla frutta, siamo ancora all'ammazza caffè». E sui sondaggi che darebbero Renzi in vantaggio rispetto a Bersani: «I sondaggi dicono tutto il contrario di tutto, il vero sondaggio lo vedremo alla fine. Il compito di un leader non è quello di commentarli ma quello di cambiarli». E ancora: «Userei ancora il termine "rottamare", è un bisogno di cambiamento che la gente sente anche più di noi».

Alla domanda: lei è molto amato anche dai leghisti, ritiene il federalismo un'esperienza da continuare? Il "rottamatore" risponde: «Il federalismo è un'esperienza ancora da iniziare. Nonostante la Lega parli tanto di federalismo non c'è traccia». Poi Renzi sale sul palco e incanta la platea prendendo in giro anche certi atteggiamenti tipici della sinistra come quello disfattista sulla comunicazione o la visione pessimista del futuro. E poi ironizza su Reggi: «Ormai sono ai suoi ordini, mi chiama anche balosso».

 

 

 

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