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Reggi: «Bersani non conosce i comuni. A Piacenza il Pd è troppo di sinistra»

Primarie Pd, apre il point di Renzi. L'ex sindaco: «Cambiare la classe dirigente del Pd. Se Matteo vince, giù le tasse e via il finanziamento pubblico ai partiti»

Un Reggi d’assalto quello che si è presentato all’inaugurazione del Renzi point, in largo Battisti, a pochi metri dal quartier generale del comitato per  Bersani. L’ex sindaco ha attaccato la vecchia politica e le classi dirigenti, compresa quella dl Pd, rimproverando a Bersani di non avere lo spirito di Renzi il quale ha detto che se avesse vinto il segretario lui (il sindaco di Firenze) si sarebbe subito messo a disposizione del partito. Avanti tutta verso il rinnovamento, della società e del Ps, in nome dei cittadini. E anche il Pd piacentino deve cambiare perché “ha preso una deriva troppo di sinistra”.

Di fronte al point del rottamatore del Pd c’era anche il sindaco Paolo Dosi. “Sono in vacanza” ha detto ai giornalisti che lo hanno assediato “e non faccio campagna elettorale (è schierato con Bersani, ndr)”. Stretta di mano con Reggi poi: “Le uniche vere primarie a livello nazionale le ha fatte il Pd, sono orgoglioso”. Alla domanda su chi vincerà, Dosi ha sorriso, rispondendo solo “che il prossimo obiettivo è vincere le secondarie”. “Siete terribili” ha commentato Reggi rivolto ai giornalisti.

Poi, si è scatenato il ciclone Reggi, a un mese dal voto per decidere chi sarà il candidato premier del Pd. “Abbiamo ancora tanta benzina, ma siamo stati ricaricati dai cittadini. Abbiamo chiesto di aiutarci e sono stati superati i 100mila euro con offerte da 5, 10 e pochi 50 euro. Siamo pronti a superare il finanziamento pubblico ai partiti, già eliminato da un referendum, ma che i partiti a Roma sono riusciti a reintrodurre come contributo alla campagna elettorale. Uno schiaffo alla partecipazione dei cittadini che avevano detto che non lo volevano. Una delle prime cose che faremo sarà toglierlo”.

Sulle primarie, Reggi ha affermato che “sono elezioni vere e non si sa chi vincerà. Noi abbiamo il consenso dei cittadini. L’apparato è dall’altra parte e non è un caso che la conservazione stia con Bersani. Noi proponiamo un rinnovamento chiaro a partire dai quadri dirigenti, e non è una questione di età. Partiremo da chi ha avuto responsabilità in Parlamento e che ci ha portato a questo disastro. La nostra proposta è fatta di progetti concreti. Il Pd oggi, con tutto il sistema, non è attento alle comunità locali”. L’ex sindaco cita due esempi. Il Riordino delle Province: “Anche oggi il Pd dice che non va bene. Dovevamo toglierle tutte, invece lasceranno conflittualità, maggiori costi e la permanenza di un livello di governo eccessivo. Il Pd è stato tenero con il Governo che ha fatto una scelta limitata”. Nel secondo esempio torna il Reggi sindaco innovatore e comunicatore: “Tutti esultano per la legge europea che prevede il pagamento delle imprese entro 30 giorni. Ma non hanno capito che imponendolo ai comuni mettono i sindaci in condizione di violare o il patto stabilità o il pagamento entro 30 giorni. Le comunità locali saranno ancora più in croce perché i sindaci sceglieranno di non pagare le imprese invece che violare il patto di stabilità che ha sanzioni maggiori. Il nostro segretario non ha minimamente l’idea di ciò che accade nelle comunità locali. Renzi propone di ripartire dalle comunità locali, dai cittadini, dalle imprese, dai servizi per l’infanzia. È un sindaco che dimostra che quelle cose le ha già fatte o le farà, ha una credibilità che altri non possono vantare”.

Reggi non crede che dopo il 26 novembre esista una rischio spaccatura nel Pd. “Lo dicono loro (i bersaniani, ndr) – sentenzia - mentre Renzi dice che se perderà un minuto dopo sarà al fianco di Bersani per far vincere il Paese, il Pd. Loro, però, a partire da Bersani non lo hanno detto. E’ una scorrettezza gravissima. Che lo dica Bersani! Perché non dice che se perderà aiuterà Renzi? Perché non può dirlo, gli tirano la giacca di qui o di là: D’Alema, Bindi, Fioroni…”. E gli avvertimenti al Pd erano cominciate sulle regole “e se ci avessero ascoltato il Pd avrebbe evitato una brutta figura. Per fortuna il garante ci ha dato ragione e da domani chi vuole potrà registrarsi on line con tutta sicurezza per i suoi dati”.

Renzi in tv, con tono di sfida, ha detto che i partiti per anni non hanno mantenuto ciò che avevano promesso. Lui, lo farà. “Abbiamo la credibilità - riprende Reggi - di chi le ha già fatte. Quando Renzi dice che abbasserà le tasse, può dirlo perché a Firenze lo ha fatto. Quando dice che dimezzerà i parlamentari, lo può dire perché ha dimezzato gli assessori, gli altri invece chiacchierano ma non fanno ciò che dicono”.

Sul fronte dei rottamatori, Renzi dice di aver simpatia per il formattatore del Pdl, il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo (Pdl): “Credo che abbia coraggio con le primarie, che abbiamo contribuito anche noi a farle fare al Pdl. Questi partiti, tutti, sono squalificati e per i cittadini non c’è differenza tra maggioranza e opposizione”.

L’ultimo intervento è per la sua Piacenza, dove aumentano i cavalli dei cosacchi che si abbeverano alla fontana della stazione: “E’ una città al centro di una disputa politica interessante. Anche il Pd qui si deve rinnovare, ha preso una deriva troppo di sinistra. Alla nascita del Pd, si pensava di diventare socialdemocratici. Oggi, la cultura liberale e cattolica non è rappresentata a sufficienza. C’è una deriva di sinistra e non va bene. E’ stato fondato il Pd perché fosse una partito inclusivo e maggioritario, con pochi supporti senza dover cedere ai ricatti di altri per governare. Come progressisti ci siamo spostati a sinistra e gli elettori sono diminuiti. Renzi dice che il Pd è al 25 per cento, ma con me al 40. Ed è un’evidenza”.

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