MeetUp: «A Piacenza pochi attivisti grillini per un cambio di mentalità»

Prosegue il botta e risposta tra il Meet Up e i consiglieri uscenti del Movimento 5 Stelle

«Vorremmo davvero mettere la parola fine – spiega in una nota il MeetUp Amici di Beppe Grillo di Piacenza - alla querelle che pensiamo ormai abbia annoiato i lettori, perché riteniamo che la politica fatta di faldoni ricolmi di lavori fatti in consiglio comunale, che non abbiamo mai messo in discussione, utilizzati erroneamente, come medaglie da mettere sul petto, non lasciano il segno ma dimostrano come alcuni eletti siano lontani anni luce da essere portavoce del Movimento. I risultati delle elezioni ne sono la riprova, sarebbe corretto che qualcuno se ne facesse una ragione. La politica quella vera, si fa per strada, in piazza, solo lì si può raccogliere il consenso dei cittadini per trasmetterlo nelle istituzioni. Vorremmo utilizzare ancora qualche riga per smentire chi non dice la verità, alfine di fare buona politica ed essere credibili.

Il MeetUp, nato per dare uno spazio ai piacentini che hanno voluto avvicinarsi al Movimento 5 Stelle, nel corso di questi anni si è sempre mosso sul territorio di Piacenza per informare la cittadinanza, cercando di coinvolgere i consiglieri uscenti, finché è stato possibile, riuscendo a fare intervenire anche esponenti regionali. Questo perché ci siamo rapidamente resi conto che a Piacenza gli attivisti erano pochi, (riunioni mensili indette dagli eletti praticamente deserte) troppo pochi per riuscire a generare un cambiamento di mentalità. Abbiamo cercato di riavvicinare i cittadini alle istituzioni, per creare senso di appartenenza alla città, un senso di orgoglio, per incanalare i malumori nella giusta direzione.

Per iniziare questo percorso abbiamo distribuito volantini e raccolto firme per richiedere un referendum sull’Euro; abbiamo distribuito materiale informativo su tematiche nazionali del movimento 5 stelle, come il reddito di cittadinanza o come il referendum costituzionale. Abbiamo allestito una serata informativa sui numerosi tagli alla sanità regionale, durante la quale hanno partecipato Giulia Gibertoni e Giuliano Bugani. Abbiamo partecipato attivamente, facendo numerose proposte, all’evento di democrazia partecipata realizzato da Gianluca Sassi, e Matteo Dell’Osso. Abbiamo istituito degli eventi di lotta al degrado chiamati “RipuliAMO Piacenza” dove ci siamo adoperati per ripulire zone degradate cittadine e provinciali. Abbiamo avuto il piacere di ospitare Fulvio Grimaldi, realizzando un evento informativo con la proiezione di un docufilm: anche in questo caso era presente Giulia Gibertoni;  a onor del vero ha partecipato la stessa Quagliaroli, (forse ha dimenticato). Abbiamo tra le altre cose dato un piccolo contributo per l’evento “Marcia delle carrozzine” (forse Mirta Quagliaroli ha dimenticato anche questo). Il MeetUp ha anche allestito diversi banchetti informativi finché,  diventati evidentemente troppo scomodi per i consiglieri e critici nei confronti di un metodo partecipativo non consono al non-statuto del Movimento 5 Stelle, abbiamo subito una diffida illegittima dall’uso del logo, che come un tappo, voleva contenere l’ultima cosa rimasta nel loro vaso di Pandora, la Speranza.

Abbiamo fatto poco? Forse. Potevamo fare di più? Sicuramente. Ci sono diverse iniziative in cantiere, che sottoporremo attraverso la piattaforma Rousseau ai nostri portavoce, i quali, se lo vorranno, saranno liberi di utilizzarle come strumenti in consiglio comunale. Tali iniziative, comunque chiariranno certamente che il MeetUp non è una gabbia di ”leoni da tastiera”, ma il cuore pulsante del Movimento 5 Stelle di Piacenza.

Proprio a tale proposito vorremmo chiedere ai due candidati sindaci, che a breve si scontreranno per il ballottaggio, come intendono procedere riguardo alla lotta al degrado tanto sbandierata in campagna elettorale. Non è sicuramente uno dei temi prioritari, visto che la sensazione di sicurezza della cittadinanza non è mai stata così bassa, tuttavia, ci sono numerose zone che sono lasciate in un totale stato di abbandono, questo non fa altro che creare una sensazione di incuria e negligenza. Basta uscire qualche chilometro dal centro cittadino per vedere coi propri occhi come il verde pubblico, stia lasciando il posto a quella che potremmo definire una steppa, è vero che ora c’è siccità, ma ci riferiamo ad una manutenzione del verde che appare trascurata e circoscritta alle aree più centrali. Prenderete in considerazione l’idea del baratto amministrativo? Sarà fatta un rivalutazione o un controllo più accurato sulla cooperativa Geocart, al momento affidataria del bando per la manutenzione del verde? Ci sarà finalmente un disciplinare che eviti la decapitazione di splendide piante che rendono la nostra cittadina più accogliente e viva? Sarebbe interessante avere una risposta su questo tema, dato che lo abbiamo portato pieni di speranze ai consiglieri uscenti del Movimento 5 Stelle ormai un anno fa, ma ci hanno risposto con un laconico ”Vi faremo sapere”…».

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