Merli: «Vicini agli imprenditori condannati a pagare le scelte errate del Governo»

Il gruppo consiliare cittadino della Lega: «Un dovere essere al fianco dei danneggiati di un assurdo Dpcm. Ora al lavoro per aiutarli»

Luigi Merli con Matteo Rancan

Luigi Merli interviene sulla difficile situazione che coinvolge imprenditori e lavoratori in conseguenza delle chiusure imposte dal Governo Conte con l’ultimo DPCM.  «Solidarietà e vicinanza ai tanti imprenditori, lavoratori e titolari di attività che in queste ore stanno vivendo una forte preoccupazione per le decisioni assunte dal governo con i recenti provvedimenti. Come Lega Piacenza siamo contrari a scelte che scaricano sulle attività economiche e sui cittadini il peso dell’incapacità di gestire seriamente questo complicato momento. In particolare a ristoratori, baristi, gestori di palestre e operatori nel settore cultura e spettacolo è stato imposto di sostenere costi altissimi per adeguare i locali alle norme anti-contagio ed ora se ne fa il capro espiatorio del nuovo acutizzarsi dell’emergenza, quando è evidente a tutti che questo è stato causato dalle gravi mancanze e i mancati interventi necessari in altri ambiti, primo di tutti il trasporto pubblico. Le restrizioni imposte rischiano di mettere in ginocchio il Paese e creano gravi danni all’economia di tante famiglie che si vedono private della possibilità di lavorare, nonostante gli sforzi messi in atto per garantire il rispetto di tutte le norme e la sicurezza dei clienti. Contestiamo il metodo con cui si è deciso di imporre chiusure in modo indiscriminato, nell’incognita dei ristori che dovranno andare a sopperire ai mancati introiti e senza valutare le differenze tra i territori. Imporre la chiusura dei locali alle 18 può avere significati molto diversi a seconda del luogo in cui si applica e per i Comuni più piccoli, dove i locali pubblici sono pochi e sono presidio di sicurezza e socialità, può diventare un problema ancora più serio. Il Governo inoltre ha fatto una cosa ancora più grave: ha bloccato le attività senza specificare con chiarezza il grado di aiuti che verranno erogati e questo potrebbe essere motivo di ulteriore tensione sociale in una situazione già gravissima. Come Lega ci batteremo per tutelare le imprese del settore e saremo vicini alle battaglie degli imprenditori per superare queste difficoltà e per ottenere dal Governo quanto dovuto. Abbiamo avanzato a livello nazionale proposte di buon senso che possono garantire la sicurezza dei cittadini e contemporaneamente la tenuta del sistema economico: nessuna chiusura di attività economica commerciale e culturale o sportiva che rispetti le norme anti-virus già stabilite; pagamento della cassa integrazione e dei bonus arretrati oltre che di tutti i debiti della pubblica amministrazione nei confronti di privati, famiglie e imprese; versamento di liquidità sui conti correnti di tutti i lavoratori, anche autonomi, danneggiati dalle nuove limitazioni ed emissione di 100 miliardi di Buoni del Tesoro trentennali con condizioni di favore per risparmiatori e investitori italiani. Inoltre al Governo abbiamo chiesto di garantire il diritto allo studio con una didattica in classe per i bambini degli asili nido, delle materne, delle elementari, delle medie e delle superiori fino ai 16 anni, nonché per tutti gli studenti disabili».

LEGA: «UN DOVERE ESSERE AL FIANCO DEI DANNEGGIATI DI UN ASSURDO DPCM. ORA AL LAVORO PER AIUTARLI»

«Un dovere essere al fianco di chi, rispettando le regole, è stato assurdamente danneggiato dall'ultimo Dpcm». Inizia così la nota del gruppo consiliare della Lega di Piacenza. Gli eletti leghisti a Palazzo Mercanti spiegano le loro motivazioni per la presenza alla manifestazione. «E' da molti mesi che il dialogo con gli esercenti è proficuo e costante per adeguarsi alle normative nazionali. L'ultimo Dpcm è stata una doccia fredda per tutti: non si può punire con la chiusura coloro che hanno speso migliaia di euro per adeguarsi a tutte le normative anti-Covid. Era quindi naturale e doveroso essere al fianco di una pacifica manifestazione, composta da tante persone perbene che chiedono solo una cosa: lavorare. Non vogliono sussidi, non vogliono aiuti a pioggia: vogliono continuare a sporcarsi le mani e sudare sul posto di lavoro. Invitiamo quindi il Governo a ritornare sui propri passi: chi non rispetta le regole va chiuso, ma chi lavora onestamente ed in sicurezza deve continuare a poterlo fare. Non è giusto inserire tutti nello stesso calderone. Se il Governo nel breve periodo non tornerà indietro, come temiamo accadrà, cercheremo di dare una mano noi come amministrazione comunale inserendo fondi ad hoc verso coloro che sono stati danneggiati nella prossima variazione di bilancio comunale. Dove non arriva il governo PD-5Stelle (forse per questo gli esponenti locali dei due partiti stanno facendo assurde polemiche su quanto avvenuto ieri, ma d'altronde capiamo bene che le decisioni a livello nazionale siano ben poco difendibili e che sarebbe stato per loro imbarazzante presentarsi), cercheremo di arrivare noi». La nota finisce tornando alla presenza di ieri: «Rivendichiamo la presenza alla manifestazione con grande orgoglio, decisione presa da tutti noi prima del Consiglio Comunale: essere al fianco di tanti Lavoratori, con la L maiuscola, non può che essere un forte segnale di vicinanza alle loro giuste rimostranze».

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