«Mi hanno offerto poltrone ma mi candido lo stesso, sono un uomo libero»

Massimo Trespidi è pronto ad affrontare la sfida delle Amministrative e incoraggia i suoi sostenitori: «Più attenzione a frazioni e periferie e 5 grandi eventi culturali all'anno. Sono "libero" dalle catene dei partiti e di chi ha tenuto la città ostaggio dei propri interessi personali»

Massimo Trespidi

«Mi hanno offerto diverse poltrone in queste giorni, ma sono un uomo libero e perciò mi candido». Massimo Trespidi, in piazza Cavalli, ha fugato ogni dubbio: alle Amministrative del prossimo 11 giugno sarà tra i candidati alla carica di sindaco. Lasciando andare i palloncini in aria sotto le note della colonna sonora di Braveheart, ha voluto sottolineare ancora di più la libertà dai partiti che sarà il marchio della sua azione politica.

 «Questa è una cosa totalmente nuova – ha esordito dal palco, dopo l’esibizione musicale del noto cantautore piacentino Daniele Ronda - che punta tutto sul desiderio e sulla voglia che ognuno di noi e voi ha di tornare protagonista e non delegare niente a nessuno. Vogliamo esserci in prima persona per il bene di tutta la città. Per questo mi candido a sindaco. Non vogliamo essere solo i primi sui muri della citta – si riferisce al fatto che già circolano i suoi cartelloni elettorali - ma primi anche tra le preferenze degli elettori».

Il docente, durante il suo discorso, ha lanciato diverse frecciate: la maggior parte sembrano essere finite tutte nel campo del centrodestra a sostegno di Patrizia Barbieri. «Non prometteremo tutto a tutti perché siamo persone serie, ma vi garantiamo tutta la nostra concretezza, la nostra capacità di decidere e ascoltare. Il nostro patrimonio personale e i nostri valori li porteremo nella civica amministrazione. Vogliamo lavorare in prospettiva, andare oltre. Cancelleremo dal nostro vocabolario le parole frazioni e periferie, perché questa è tutta un’unica città. A periferie e frazioni daremo la stessa attenzione e gli stessi servizi del resto di Piacenza».

Trespidi ha ripreso l’intervento di due settimane fa. «L’altra volta avevo detto in questa piazza che la Pertite doveva essere un parco pubblico, perché lo hanno deciso i piacentini. Dopo quelle parole, ci sono venuti dietro tutti gli altri candidati, contraddicendosi rispetto a quello che avevano detto prima. La nostra è la politica buona che non inganna la gente, per una città che si deve occupare di organizzare cinque grandi eventi culturali artistici all'anno. Il rilancio e la riscossa di questa città passano sul patrimonio che già abbiamo». Importante anche il tema sicurezza. «Ci deve essere in tutti i quartieri della città. Non con riunioni in prefettura o slogan ma con un controllo costante del territorio. Ci vuole un presidio dei militari per bonificare e pulire le zone di questa città». 

«Qualcuno ha detto che io sono interessato alle poltrone... Di poltrone me ne hanno offerte diverse, anche divani, affinché io non scendessi in campo. Ho sempre risposto a tutti, pacatamente, che questo non mi interessa. Non voglio nessun posto, ma diventerò sindaco di questa città se è quello che i cittadini vogliono».

Con lui anche il consigliere di Piacenza Viva Marco Colosimo. Ora si è aggiunto anche l’appoggio dell’ex sindaco di Piacenza Gianguido Guidotti, l’unico primo cittadino di centrodestra della storia piacentina. «L’11 giugno non saremo l’ago della bilancia. Saremo l’unica forza civica che andrà al ballottaggio, perché Piacenza non sceglierà come sindaco un partito. Sceglierà per governare la città una persona con la sua storia, un uomo libero. Questa non è una sfida impossibile. Credeteci, crediamoci. Ho preso sul serio l’idea di essere in testa a questo popolo. Il nostro slogan è “liberi”, finalmente liberi. Vogliamo liberarci dalle catene dei partiti, di chi guarda solo all'immediato, di chi guarda solo ai fini propri, gli omuncoli, i quaquaraqua di oggi. Gente che ha tenuto la città prigioniera dei propri interessi per anni. Per il calcolo personale che è solo l'unico criterio di scelta. Qua nessuno è sul libro di paga di qualcuno. Mi hanno chiesto se i poteri forti stanno con me: io conosco solo un potere forte. Il potere del popolo!». 

Trespidi ha infine lanciato un appello. «Spero che sia una campagna elettorale corretta e leale. La gente vuole la lealtà nei comportamenti dei politici, che devono dare soluzioni. La gente da noi si aspetta di vedere che siamo persone all' altezza di quello che c’è in gioco. Ai miei dico di crederci. Andiamoci a prendere il futuro insieme».

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