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Da sinistra: Trenchi, Zanelletti, Forlini

Da sinistra: Trenchi, Zanelletti, Forlini

Militanti in fuga dalla Lega Nord: «Ci siamo illusi, troppe beghe interne»

Bufera nella Lega locale. Trenchi,Zanelletti, Forlini, Spina, Murelli e Bellemo si dimettono dal Carroccio: «Presto un nuovo progetto». Accuse anche a Polledri: «Non si confronta, leggiamo di lui dai giornali»

Pioggia di uscite dalla Lega Nord. Un gruppo di militanti, impegnati da tempo per il partito a livello locale, ha deciso di abbandonare la nave. La tensione nel Carroccio è sempre più evidente: il drappello di ormai "ex" contesta la gestione del partito, in particolare del segretario emiliano Gianluca Vinci, rappresentante dell'ala bossiana. Da qui la decisione, drastica, di rompere con il movimento, a pochi mesi dalle elezioni Comunali di Piacenza del 2017. «Lasciamo la Lega Nord. Scappiamo dai meccanismi di una politica che non ci appartiene, interessata alla gestione del partito piuttosto che alle problematiche delle persone». A dare l'addio al Carroccio piacentino sono Thomas Trenchi, Vincenzo Zaneletti, Giovanni Forlini, Daniele Spina, Alex Murelli e Francesco Bellemo, che spiegano: «Aderendo alla Lega, c’eravamo posti l’obiettivo di impegnarci sul territorio, vivere le strade, dar voce alle istanze dei cittadini per portarle nelle sedi competenti. Nell’ultimo periodo, invece, siamo stati costretti a discutere solo di beghe interne, che nulla hanno a che fare con la quotidianità della gente, oppure di vecchie alleanze e teatrini da partito romano. Alleanze che, per ovvi motivi, comportano la spersonalizzazione degli ideali diversi tra loro, dovendo tutti tagliare qualcosa per adattarsi all’altro. Mentre, una visione va portata avanti fino in fondo, soprattutto correndo da soli».

«Non è nemmeno nelle nostre intenzioni assecondare il sig. Massimo Polledri, delle cui azioni leggiamo solo sui giornali, visto che non si confronta da tempo con la base e la militanza.  C’eravamo illusi che, col passaggio da Bossi a Salvini, fosse cambiato qualcosa. Per lo meno, che venissero rispettati i regolamenti e gli statuti da loro stessi scritti: le alleanze e la comunicazione in vista di tutte le elezioni del territorio piacentino in capo alla segreteria provinciale, che doveva essere in grado di agire nel pieno delle sue funzioni, anche a livello economico. Ma così non è stato: si sono lasciati liberi d’agire i signori Corrado Pozzi e Gianluca Vinci; hanno fatto passare Piacenza per commissariata tramite stampa, vanificando il lavoro fatto sino ad ora da tanti giovani. 

Altrettanto incapaci si sono dimostrati i membri della segreteria federale, lontani dalle sezioni locali, inadeguati nel gestirne i problemi, utilizzando spesso metodi di propaganda inammissibili: ricordiamo, ad esempio, le oltre cinquecentomila firme raccolte per cancellare la legge Fornero. Per poi scoprire, amaramente, che la costituzione non permette un referendum su quel tipo di legge. Allora, perché illudere e scomodare mezzo milione di cittadini? Per noi, s’è trattata di una presa in giro di cattivo gusto. Non tutti, sia ben chiaro: ringraziamo Pietro Pisani, un onesto conduttore».  

«Noi, da oggi, continuiamo a far politica senza il logo della Lega Nord ma con le nostre idee, con l’obiettivo di rinnovare Piacenza e scalzare una classe dirigente che, da destra a sinistra, rossa verde o nera, dopo essersi abbellita del motto “cambiamento”, è rimasta tale e quale. Tuttavia, non lasciamo la nostra voglia di dar vita a un progetto nuovo, basato su quel motto che avevamo trasmesso anche attraverso il Carroccio: tutti a casa. Chiunque la pensi come noi, volendo migliorare il posto in cui vive, ponendo attenzione ai reali valori morali, sociali e politici, è il benvenuto. Noi rimaniamo in movimento. Tra la gente, con la gente».

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