«In Emilia-Romagna c'è molto più da imparare che da insegnare»

A meno di una settimana dalle elezioni regionali, la mattina del 20 gennaio è stato il ministro della Salute Roberto Speranza a intervenire a Piacenza per sostenere la lista "Emilia Romagna Coraggiosa" per Stefano Bonaccini presidente

Al centro il ministro Roberto Speranza

«In Emilia-Romagna c'è molto più da imparare che da insegnare. Da altre parti si pensa di venire qui a dire come governate, ma questo non porta da nessuna parte». 
A meno di una settimana dalle elezioni regionali, la mattina del 20 gennaio è stato il ministro della Salute Roberto Speranza a intervenire a Piacenza per sostenere la lista "Emilia Romagna Coraggiosa" per Stefano Bonaccini presidente.
Ad accoglierlo c'erano Francesco Cacciatore, referente locale di Liberi e Uguali, e i candidati al consiglio regionale: Massimo Castelli, Serena Groppelli, Franco Pastorelli. Assente solo Benedetta Corso per importanti impegni lavorativi legati all'insegnamento.
Essendo il tema della Salute uno dei cavalli di battaglia dell'amministrazione regionale uscente, l'intervento del ministro Speranza è stato sicuramente carico di significato. «La sfida per questa Regione e per l'Italia -  ha detto - dopo tanti anni di politiche restrittive nel comparto Sanità, sarà sicuramente quella di mettere più risorse in campo, investendo di più per modernizzare il servizio sanitario nazionale, puntando anche tanto sul territorio».

Secondo Speranza, riguardo ai tagli sulla Sanità l'Emilia-Romagna ha saputo comunque «trovare risorse proprie per reggere meglio nel tempo, addirittura riuscendo anche ad anticipare scelte nazionali recenti, come l'abolizione del super ticket».

«In Emilia-Romagna c'è un modello di Sanità tra i migliori nel Paese, che ha puntato su un'idea di servizio pubblico difendendo il principio che riguardo al diritto alla salute tutti devono avere la possibilità di essere curati, a prescindere se siano ricchi o meno». E, citando l'articolo 32 della Costituzione, il ministro ha rimarcato che «la sfida di oggi è capire come un Paese nuovo, completamente cambiato negli anni, con un rovesciamento della piramide demografica, possa salvaguardare questo principio di universalità del sistema sanitario nazionale. Ciò significa che se uno sta male, non conta quanti soldi hai, di chi sei figlio, non conta dove sei nato o il colore della pelle: hai diritto ad essere curato».
A pagare il conto delle sempre minori risorse a disposizione, secondo il ministro, sono stati soprattutto i presidi territoriali «soprattutto per quanto riguarda il personale. Per questo invece il nostro modello va salvaguardato e rilanciato, con nuovi investimenti e più risorse sul territorio».

Ha aggiunto: «Bisogna puntare sulla nuova fase del territorio, ovvero la prossimità: dare risposte anche nel comune di poche migliaia di abitanti. Pensiamo poi alla farmacia dei servizi, ovvero non solo come il luogo dove si distribuisce il farmaco, ma anche dove si possono provare a fare alcune prime diagnosi».

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Il ministro Speranza, in conclusione, ha parlato proprio della lista presente alle prossime elezioni «che si caratterizza per le radici e i valori ben piantati nella storia dell'Emilia-Romagna, e di cui siamo orgogliosi. Una lista in grado di intercettare la grande domanda di alternativa politica, avendo appunto il "coraggio" (di qui il nome della lista, ndr) di interpretare l'innovazione in modo da proiettare nel futuro questi valori antichi».

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