Minori stranieri non accompagnati, nel 2014 il Comune ne ha dovuti gestire 186

Pesano sul bilancio comunale per un milione di euro, ma arriverà un contributo da 400mila euro da parte dello Stato nel 2015 per far fronte all’emergenza. Cugini: «Gli altri comuni non intendono aiutarci». In prevalenza provengono da Albania e Egitto

Otto consiglieri comunali della maggioranza avevano richiesto un’audizione dell’assessore al nuovo welfare Stefano Cugini in commissione sul tema dei “Minori non accompagnati”, che sta gravando sul bilancio del Comune in modo consistente. «E’ un problema economico per le nostre casse – ha spiegato uno dei firmatari, il consigliere Pd Rino Curtoni – gestire i minori stranieri non accompagnati dalle famiglie presenti sul nostro territorio. È un problema generale di tanti altri territori ma noi siamo chiamati a risolverlo a Piacenza». «La legge ci dice che i minori – ha detto l’assessore Cugini - vanno presi in carico: lo sforzo dei servizi sociali e degli operatori è però enorme, lavorano in condizioni difficili anche il sabato e la domenica senza orario. Il sindaco poco tempo fa minacciò di disobbedire alla legge: era un atto dovuto all’interno di un sistema che va smosso». Marocco, Tunisia, Costa d’Avorio, Somalia, Bangladesh, Ucraina, Pakistan: questi sono i Paesi di provenienza degli ospiti presi in carico negli ultimi anni, mentre ora sono in prevalenza egiziani e albanesi.

«L’immigrazione sta portando problematiche – ha illustrato la dottoressa Mariangela Tiramani del servizio famiglia e tutela minori del Comune - nel nostro Paese, ma non come la gente pensa: abbiamo un 7% di immigrati, ma gli italiani hanno la percezione che questi siano al 30%. Qua a Piacenza è dal 1998 che ci occupiamo dei minori stranieri non accompagnati – grazie alla legge Turco -, ci assumiamo la responsabilità e la tutela assumendoci tutti i doveri genitoriali. Prima il minore veniva accompagnato alla frontiera dalla polizia.  Questi ragazzi sono ospiti inattesi: arrivano all’improvviso, in modo inspiegabile: spesso ci sono associazioni criminose a condurli nei nostri territori. C’è fragilità familiare, arrivano da problemi e sono lasciati allo sbaraglio verso un futuro nel nostro Paese. Spesso hanno vagato in altre regioni italiane e poi arrivano a Piacenza. Noi ci siamo attrezzati per gestirli in modo rigoroso, ma in diverse occasioni le nostre strutture non sono riuscite a bastare per accoglierli in modo così massiccio. Alcune delle nostra strutture di “bassa soglia”, ovvero che sono più autonome, le abbiamo utilizzate per chi aveva almeno compiuto i 17 anni, i restanti sono finiti in luoghi socio-educativi sparsi in diverse zone d’Italia. Prima avevamo in gestione ragazzi molto piccoli d’età, intorno ai 12-13 anni, ora arrivano sul territorio che sono ormai prossimi alla maggiore età. Il nostro obiettivo è inserirli in processi di integrazione che presentino diverse tappe di sviluppo: ci sono stati risultati importanti. Il dato numerico è alto, non possiamo abbassare la guardia, altrimenti rischiamo – visti i numeri – di andare in sofferenza. Dei 90 minori ora in gestione, 56 sono minori stranieri non accompagnati».

«È come parlare di falsi invalidi – l’intervento del consigliere della Lega Nord Massimo Polledri -, sono sedicenti minori non accompagnati che ambiscono a questo status. Se Dosi, che non è un sindaco “barricadero”, si lamenta, allora vuol dire che il problema c’è. Uno su quattro di questi minori (il totale è 12mila) arrivati in Italia sparisce. Il governo spende 400 milioni per i fondi di non autosufficienza agli italiani e ben 120 per i minori stranieri».

«Si è sparsa la voce che a Piacenza – ha detto Barbara Tarquini (Movimento 5 Stelle) - ci sono molti servizi per gli stranieri: per esperienza personale ho incontrato una persona che non aveva nessun legame con la nostra città e, su indicazione di un conoscente, ha saputo che qua vengono garantiti servizi particolari d’accoglienza. Qualche altro comune del Piacentino potrebbe “sollevare” un po’ da questo problema Piacenza, che non si può permettere questi numeri. Cerchiamo collaborazione con altri comuni e scopriamo cosa fanno gli altri territori per non avere questi numeri di minori».

«I minori sono in prevalenza maschi – riporta alcuni dati Franca Pagani del Comune - e l’età media è vicina ai 17 anni: nel 2014 abbiamo avuto a che fare con 186 minori, di cui 78 nuovi arrivi.  Gli operatori propongono di organizzare rimpatri assistiti, ma non c’è l’approvazione da parte dei ragazzi e soprattutto non possiamo effettuarli verso l’Egitto, luogo di provenienza della maggior parte degli ospiti piacentini. Spesso poche ore dopo l’accoglienza si allontanano: ad esempio gli eritrei dopo qualche giorno se ne sono andati. Un gruppetto di egiziani si era allontanato e poi ha fatto ritorno a Piacenza: comunque i ragazzi “persi” non superano la decina. L’accoglienza gravita per quasi un milione di euro sulle casse del Comune, ma 400mila euro forse arriveranno nel corso del 2015 dallo Stato per far fronte all’emergenza: i minori costano dagli 80 ai 100 euro al giorno nelle strutture d’accoglienza».

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«Non abbiamo – ha chiosato Tiramani rispondendo ai tanti quesiti della commissione - l’autonomia di compiere delle azioni: noi siamo ausiliari dell’autorità, ma non possiamo sostituirci a questa. Perciò non possiamo trasferirli se sono “esuberanti”, ma solo se colti in flagranza di reato, così come di fronte a sospetti sulla loro vera età non possiamo fare l’esame del polso. I nostri poteri sono limitati». «La legge – Cugini risponde a Tarquini – li impone in carico a noi, e assicuro che non c’è nessun comune disponibile ad aiutarci, anzi, hanno provato a darceli anche quando non spettavano a noi. Non c’è alcun dialogo su questo tema».

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