Minuto di silenzio per Fidel Castro. Foti: «Scelta sbagliata, rispetto e gratitudine alle vittime»

Il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi ha chiesto di osservare un minuto di silenzio per la morte del rivoluzionario e politico cubano, dopo il battibecco tra Nando Mainardi e il presidente Andrea Pezzani

Il momento del minuto di silenzio (foto Trespidi)

Minuto di silenzio nel corso del consiglio comunale di martedì 29 novembre per la morte di Fidel Castro. Dopo il battibecco tra Nando Mainardi e il presidente Andrea Pezzani per l’uso del termine «demenziale» da parte del consigliere  per criticare l’operato dell’Amministrazione circa il funzionamento delle commissioni e la sospensione della seduta per una decina di minuti, il sindaco Romeo Gandolfi ha chiesto di osservare un minuto di silenzio per la morte del rivoluzionario e politico cubano: «Ha operato per il bene della sua terra e del suo popolo, cosi come stiamo facendo noi» ha detto Gandolfi a Mainardi.

La scelta del primo cittadino è stata però criticata dal coordinatore regionale di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, Tommaso Foti, che giudica «del tutto sbagliato che il sindaco di Fiorenzuola abbia promosso un minuto di silenzio per ricordare in consiglio comunale la morte di Fidel Castro, il dittatore comunista che ha la responsabilità di avere ordinato l'uccisione di migliaia di persone e di averne costrette all'esilio centinaia di migliaia». «Non mi sono mai piegato all'altrui arbitrio quando era pericoloso – spiega Foti in una nota -, anche per la mia incolumità personale, non lo faccio certo oggi a fronte di maldestre rappresentazioni di bon ton politico». «E' a quest'ultime vittime innocenti di una gratuita ferocia – prosegue il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale -, che si deve non solo rispetto, ma gratitudine: loro meritano di essere ricordate, non il carnefice. Chi come me ha fatto dell'anticomunismo una delle ragioni fondamentali della propria battaglia politica non può tacere di fronte ad un inescusabile errore che sconfina nell'orrore e che ferisce tutti coloro che ancora ritengono che il centrodestra non sia uno scudo elettorale di comodo, ma una comunità di donne e di uomini che non ha mai avuto nulla a che spartire con il comunismo e con le tragedie che ha seminato per il mondo». 

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