Molinari e Scagnelli a confronto con l’ex sindaco di Taurianova, minacciato dalla mafia

I due candidati del Partito Democratico si sono confrontati su legalità, trasparenza e mafie

I candidati del Partito Democratico Gian Luigi Molinari e Benedetta Scagnelli hanno organizzato nella serata un incontro pubblico in cui Fabio Scionti, ex sindaco di Taurianova (Reggio Calabria), ha raccontato a quanto può spingersi un organizzazione criminale in un territorio, cercando di scavalcare la legalità e la politica. L'ex sindaco di Taurianova ha esordito spiegando la sua campagna elettorale, voluta senza marchi "antimafia" perché voleva includere anche quelli che non la pensavano come lui: questa scelta lo fece vincere anche al ballottaggio. Da lì, iniziò la salita contro una istituzione, ossia il crimine organizzato, che pervadeva gli spazi degli appalti diretti e dei fondi di emergenza straordinaria. Però durante il mandato ha subito alcune intimidazioni. Due momenti culmine della sua amministrazione: l’avvelenamento del cane dopo l’approvazione del bilanci e un attentato bomba alla sua auto dopo un paio di appalti trasparenti. Azioni condite con lettere minatorie, le quali, alla fine, erano state mandate da un consigliere di maggioranza. La sua stessa giunta ha girato il volto a questo sindaco della legalità, consegnando le dimissioni di tutti e 9 consiglieri di maggioranza. «La mia campagna e le mie azioni – ha spiegato l’ex primo cittadino - erano e sono per far vedere ai giovani la bellezza della legalità».

Molinari e Scagnelli hanno iniziato esponendo il quadro normativo regionale, spiegando anche l'attività di controllo della commissione speciale sulle cooperative spurie e i fondi messi a disposizione per sostenere eventi indirizzati al contrasto del crimine organizzato, il quale ha intaccato la nostra Regione e la nostra città. Hanno raccontato inoltre anche la partnership con Libera e la riabilitazione collettiva dei siti inquinati dalla criminalità organizzata.  «Ci sono temi che la politica puntualmente strumentalizza – ha aggiunto Molinari - ma su cui dovrebbe essere unita per combatterli. Sono temi che spesso non vengono esposti perché ci si vergogna. Ci si vergogna perché la società non riesce a contrastare e non sa come fare a contrastarli. La mafia e le infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione sono temi caldi in cui la politica ha il compito di fare memoria attraverso le persone che hanno vissuto quello che queste infiltrazioni possono portare». I consiglieri comunali del Pd Stefano Cugini e Christian Fiazza hanno parlato di quanto successo a Piacenza con l’arresto del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Caruso. «Lo scopo dell'opposizione era tutt'altro dello strumentalizzare – hanno detto -, avevamo chiesto una commissione speciale al riguardo ma la risposta è stata di un secco rifiuto».

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