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Moschea e lite Lega-Fd’I: «È lo specchio di come lavora la Giunta»

Cugini (Pd) e Dagnino (M5s): «In maggioranza non si parlano tra loro, siamo comunque soddisfatti dell'iter». Levoni: «La Lega fa rumore ma non segue le pratiche». Buona Destra: «Reazione retrograda e medievale del Carroccio»

La trasformazione del centro culturale della Caorsana in moschea ha scatenato le reazioni, negative, della Lega piacentina ed emiliana, che se l’è presa soprattutto con il ruolo dell’assessore all’urbanistica della Giunta Barbieri, Erika Opizzi, rappresentante di Fratelli d’Italia nell’Amministrazione. La vicenda è stata dibattuta anche da altri esponenti politici locali.

«Appare evidente – è il commento di Sergio Dagnino (consigliere del Movimento 5 Stelle) - quanto diciamo in aula da ormai 4 anni. Questa amministrazione, non si parla. Non solo non parla con i cittadini e con i consiglieri eletti (innumerevoli le segnalazioni di cittadini e associazioni alle quali non viene data risposta, e di richieste di commissione ignorate) ma non si parlano nemmeno tra di loro. Abbiamo avuto tante e tante prove e questa (una pratica urbanistica che dopo anni arriva alla fine del suo iter con il silenzio/assenso) è l'ennesima. Che dire infine, di chi ha fatto del prima gli italiani una sua bandiera, aver fatto passare 4 anni senza evidentemente aver mai controllato l'avanzamento di una pratica per loro tanto importante? Purtroppo questo è lo specchio di come lavora questa amministrazione. Naturalmente, sono favorevole all'esito della pratica».

CUGINI (PD): «IN MAGGIORANZA NON SI PARLANO TRA LORO»

«Trovo veramente squallido – interviene Stefano Cugini (capogruppo del Partito Democratico) - parlare di priorità e cercare di mettere gli uni contro gli altri. Ma quali priorità? Cosa avrebbe lasciato indietro, cosa avrebbe scalzato dalla lista delle priorità una pratica burocratica depositata e arrivata a fine iter (tra l'altro per silenzio assenso)? Forse che gli uffici dell'urbanistica non possono più lavorare perché gli studenti non vanno a scuola e ci sono i vaccini da fare? Ma per favore! Parlatevi la prossima volta».

«BUONA DESTRA PLAUDE AL RISULTATO RAGGIUNTO DAI CONCITTADINI MUSULMANI»

«Ci sono schiere di persone che una certa politica nostrana esclude: esclude dal riconoscimento di una dignità pubblica, dalle decisioni ufficiali, dalla realtà. Sono gli invisibili del nostro tempo. Eppure, si tratta di persone che vivono, lavorano, mettono su famiglia, fanno figli, spendono i loro soldi, pagano le tasse, come tutti. E pregano. Buona Destra - neonata formazione politica rappresentata in Consiglio comunale da Michele Giardino - ritiene che il diritto dei nostri concittadini musulmani di pregare in una moschea vada rispettato. A chi pensa che ciò non debba e non possa accadere finché sarà impedito di benedire una chiesa in territorio islamico, Buona Destra risponde che l’Italia è una democrazia, non una teocrazia. Nel nostro dna è impressa la cultura della libertà, non la legge del taglione. La reazione retrograda e medievale della Lega, che continua a dirsi contraria a ogni moschea nel nostro territorio, impone alla destra liberale presente nel Paese di alzare la voce e di dissentire. Fare politica significa governare una comunità partendo dall’esistente. Amministrare una città richiede una capacità di calarsi nella realtà per poterla gestire al meglio. Noi pensiamo sia un dovere proprio della politica, di gestire al meglio la realtà. E la realtà dell’Italia dice che i flussi migratori hanno popolato le nostre città di persone con pelle di diverso colore, portatrici di culture differenti e di differenti religioni. Purtroppo, soprattutto a destra, resiste una idea di politica che nega la realtà perché ne rifugge la complessità o, peggio, perché incapace di governarne le difficoltà. L’effetto è sotto gli occhi di tutti. La società italiana è lacerata su molti fronti e c’è chi continua ulteriormente a lacerarla. Buona Destra intende ricucirla. Dalla collaborazione di tutti, dall’armonia tra tutti coloro che abitano uno stesso territorio deriva il bene per una comunità. È l’unione a fare la forza, non la contrapposizione intestina e cieca. Le energie vanno convogliate nella stessa direzione, non disperse. Siamo contenti che i nostri concittadini musulmani possano riunirsi e pregare liberamente in una moschea. Di chiunque sia il merito di questo passo avanti verso un più alto livello di convivenza civile, Buona Destra se ne compiace».

LEVONI: «LA LEGA FA RUMORE NON SEGUE LE PRATICHE»

«Con tutto il chiasso fatto da anni contro l’ipotetica (allora) realizzazione della moschea – interviene anche Antonio Levoni dei Liberali Piacentini - è oggi sconcertante apprendere che, sembra, che la stessa, sia stata “autorizzata” tramite silenzio assenso. Se così fosse, oltre come detto al rimanere sconcertati, nostro malgrado dovremmo prendere atto dell’esistenza di un enorme vulnus politico amministrativo. Preoccupante è il non poter capire di chi siano le responsabilità o i meriti relativi a quanto accaduto. Una coalizione di centrodestra con la Lega al timone che si trova oggi a “subire” il silenzio assenso che sembra autorizzi definitivamente la moschea, dovrebbe farsi tante domande. I rappresentanti della Lega nelle istituzioni piacentine hanno monitorato costantemente l’iter della pratica? Sicuramente di rumore anche scomposto ne hanno fatto tanto negli anni. Vederlo ora vanificare da un assordante silenzio dovrebbe preoccuparli oltremodo. Noi Liberali da sempre crediamo che la politica seria e costruttiva si faccia con il confronto, con il rispetto reciproco, con la passione e non solamente con gli slogan. Auspichiamo che si faccia dunque chiarezza sull’iter completo della pratica e delle relative responsabilità politiche ed amministrative. I piacentini ne hanno assoluto diritto. Concludendo sembra attualissimo quell’antico proverbio che recita così: “chi è causa del suo mal pianga sé stesso».

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