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Murelli al Prc: «Basta con le dispute ideologiche, occupiamoci di lavoro»

La deputata della Lega replica a Rifondazione comunista che l’ha accusata di atteggiamenti “fascisti”. «Sono nella Commissione lavoro e sono disposta a collaborare con i sindacati per dare più garanzie agli uomini e alle donne che lavorano, altro che fascismo»

«Credo che non abbiano più ragione d’essere le dispute ideologiche di stampo novecentesco. Sarebbe fin troppo facile elencare i disastri del comunismo e i tanti morti provocati in tutto il mondo. Capisco che al Prc dispiaccia che non esista più la cinghia di trasmissione sindacato-partito, perché a sinistra è scomparso il grande partito che la rappresentava». Lo afferma la deputata della Lega, Elena Murelli, rispondendo alle accuse del Partito della Rifondazione comunista in merito ai post su Facebook relativi alla Cgil.

«Ripeto - continua Murelli - non c’è alcuna intenzione di chiudere alcunché, era solo una battuta a livello di sfottò. Ritengo i sindacati un pilastro della democrazia, al pari dei parlamentari eletti, dei partiti, della stampa libera, della libertà di parola e di opinione. Il ruolo del sindacalista è fondamentale per la tutela e la difesa dei diritti di chi lavora e accusare di continuo di fascismo chi porta avanti le politiche di un governo, democraticamente eletto, non è un buon viatico per il dialogo, a cui io sono sempre disponibile. In questo nuovo mondo del lavoro, dove le tecnologie avanzano, e i grandi colossi internazionali conquistano mercato e modificano il mondo del lavoro, è necessario che i diritti siano sempre più tutelati. E’ anche di questo che mi occupo nella Commissione Lavoro della Camera, di cui faccio parte, e sono disponibile a impegnarmi, anche con al collaborazione dei sindacati, per cercare di dare migliori garanzie agli uomini e alle donne che lavorano».

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