Murelli e Pisani (Lega): «Tutelato il made in Italy con l’origine del cibo in etichetta»

«Con la norma del decreto Semplificazione, l’Italia mette un freno ai tarocchi. Un grande aiuto per i prodotti locali, anche se restano le contraddizioni dell’Europa»

Murelli e Pisani

«Finalmente sapremo da dove arriva il cibo che mangiamo. Il tesoro agroalimentare italiano sarà valorizzato e tutelato e renderà la vita dura ai cibi tarocchi spacciati per made in Italy. La norma difenderà i consumatori e i posti di lavoro dell’agricoltura e delle filiere agroalimentari. Aiuterà anche il food piacentino, in particolare le produzioni di punta come salumi o pomodoro». Sono soddisfatti i parlamentari della Lega, Elena Murelli e Pietro Pisani, dopo l’approvazione il 29 gennaio, all’interno del decreto Semplificazione, dell’emendamento nelle Commissioni Lavori pubblici e Affari costituzionali del Senato che introduce l’obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti. Il testo passerà ora alla Camera, ma non dovrebbe subire modifiche. Pisani era tra i firmatari del disegno di legge del capogruppo della Lega in Commissione agricoltura, Gianpaolo Vallardi. Il Ddl era poi stato trasformato in emendamento e inserito nel decreto Semplificazione.

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«Eravamo convinti di questa norma - continuano Murelli e Pisani - tanto che avevamo firmato la campagna di Coldiretti “stop cibo falso”. La norma estende a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti». Una consultazione del ministero delle Politiche agricole aveva rilevato che il 96% degli italiani chiedeva l’origine dei cibi in etichetta. «Un grazie al Governo e al ministro Gian Marco Centinaio - concludono i parlamentari del Carroccio - che ha creduto in questa necessità. Purtroppo, a danneggiare il food italiano resta la schizofrenia della Ue che consente alcune indicazioni, ma non altre: obbliga l’indicazione di origine in etichetta per le uova, ma non per gli ovoprodotti; per la carne fresca, ma non per i salumi».

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