Domenica, 21 Luglio 2024
L'intervento

«Necessario denunciare la situazione fortemente critica della sanità pubblica»

Patrizia Calza, sindaco di Gragnano, invita i cittadini a partecipare alla manifestazione del prossimo 24 giugno a Roma: «Anni di sbagliata programmazione e inadeguati finanziamenti»

«Necessario denunciare la situazione fortemente critica della sanità pubblica». A intervenire sul tema Patrizia Calza, sindaco di Gragnano.

«Purtroppo, per motivi personali – scrive - non potrò partecipare alla manifestazione del 24 giugno a Roma per la difesa della Sanità Pubblica e universale, ma intendo manifestare pubblicamente la mia ideale adesione e invitare i cittadini alla partecipazione. Iniziative come queste dovrebbero essere numerose. È assolutamente necessario denunciare la situazione fortemente critica della sanità pubblica e avvertire sui segnali di una intenzione, più o meno velata, di virare verso nuovi sistemi di assistenza sanitaria, incapaci, per loro natura, di garantire il rispetto dell’art. 32 della Costituzione e i principi di universalità, uguaglianza ed equità fondanti del Servizio Sanitario Nazionale, nato nel 1978».

«Di volta in volta - prosegue Calza - il cittadino prende atto di singole criticità: la lunghezza dei tempi d’attesa per una prestazione, la mancanza di un medico di base, la riorganizzazione dei Pronto Soccorso per mancanza di medici d’emergenza urgenza, un numero di infermieri inadeguato, disuguaglianze regionali o locali nell’offerta di prestazioni di cure. Si tratta di tanti sintomi di una situazione critica della sanità nazionale, derivante da anni di sbagliata programmazione e inadeguati finanziamenti. Non ci si può limitare a singole e isolate denunce. Il punto è un altro: si crede che il Sistema sanitario nazionale così come ci è stato consegnato nel 1978 sia da salvaguardare e migliorare? Se la risposta è affermativa, si deve chiedere che venga adeguatamente finanziato. I soldi si pesano rispetto al Prodotto Interno Loro e lo stesso Documento di Economia e finanza del Governo attesta che al contrario, si passa dal 6,4 % del 2019 al 6,9% del 2021 (causa Covid), al 6,6% del 2022, al 6,7 % nel 2023 al 6,3% nel 2024 e al 6,2% nel 2025. Addirittura, le Regioni non hanno ancora visto il rimborso delle spese sostenute per contrastare la pandemia. Su questa base assisteremo a una ritirata, non ad un rilancio».  

«Al fine di garantire l’erogazione uniforme dei Lea - conclude - l’accesso equo alle innovazioni e il rilancio delle politiche del personale sanitario, è necessario allineare il finanziamento pubblico alla media dei paesi europei. Nella realtà invece la sanità rimane cenerentola nell’agenda politica, dove i partiti si accapigliano troppo spesso su questioni inutili o di scarso rilievo per la reale vita delle persone. Che siano i cittadini a ricordare quali sono i fondamentali per cui vale la pena battersi».

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