«Nel 2017 le cure sanitarie per i clandestini sono costate 593.700 euro»

Il consigliere regionale leghista Matteo Rancan: «Il dato considera solo gli immigrati irregolari che si sono fatti curare nel nostro territorio: per loro gratis farmaci e visite specialistiche. E noi paghiamo i ticket»

«Ma quali risorse, i clandestini sono un costo: lo scorso anno gli immigrati irregolari che si sono fatti curare sul nostro territorio sono costati all'Ausl di Piacenza 593.700 euro. E, sia chiaro, il dato fa riferimento solamente ai clandestini, ovvero a quella fetta di stranieri che non sono ospitati nelle strutture di accoglienza piacentine, e che non rientrano a nessun titolo nei programmi Cas e Sprar». A snocciolare i dati, forniti dalla Direzione generale della cura della persona, salute e welfare della Regione Emilia Romagna, sul costo sanitario dei clandestini a carico dei cittadini piacentini è il consigliere regionale della Lega Nord, Matteo Rancan.

«Si tratta di spese di cui l'Ausl di Piacenza si fa carico per erogare prestazioni sanitarie gratuite a immigrati irregolari, presenti sul territorio nazionale per le ragioni più disparate. Tali servizi comprendono ricoveri, visite specialistiche ambulatoriali, prestazioni di pronto soccorso e farmaci a erogazione ospedalier», spiega il consigliere del Carroccio. «Ai sensi dell’art. 35 comma 3 del D.lgs 286/98, infatti, gli stranieri irregolari senza permesso di soggiorno, che si trovano in Italia per qualsiasi ragione, hanno diritto ad essere presi in carico e curati dall’Ausl di riferimento  - sottolinea Rancan -. Lo stesso decreto dispone anche che il finanziamento delle prestazioni sanitarie “riservate” agli immigrati irregolari, sia a carico del Ministero dell’Interno. Questo significa che il Viminale, per legge, dovrebbe rimborsare ad ogni Ausl della Regione Emilia Romagna l’importo dei costi sostenuti per l’erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie ai cittadini stranieri non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno. Peccato che questo avvenga solo in minima parte e che i tempi di recupero dei crediti siano piuttosto lunghi».

Sempre secondo i dati forniti dalla Regione su richiesta del gruppo leghista, infatti, a fronte di una spesa regionale complessiva di 8 milioni 115mila 971 euro euro per l'annualità 2016, il ministero dell’Interno avrebbe rimborsato un importo pari a 3 milioni 223mila 146 euro, ovvero quasi 5 milioni di euro in meno rispetto a quanto dovuto. «Le ragioni dell’insolvenza o dei ritardi del Viminale sono le più disparate – attacca il consigliere regionale – ma il risultato non cambia. Il nostro sistema sanitario regionale continua a spendere milioni di euro non solo per chi “vanta” la condizione di “migrante – richiedente asilo”, ma anche per chi, a tutti gli effetti, è un clandestino. Mentre i nostri cittadini pagano le tasse e i ticket, ci sono persone - clandestini, migranti e presunti profughi - che per le ragioni più assurde godono di esenzioni e privilegi da primi della classe», conclude Rancan.

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