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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Politica

«Nel disegnare la sanità del futuro non dimentichiamo l’assistenza psicologica sul territorio»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri ricorda come sia di fondamentale importanza la cura psicologica per comunità che, in questo periodo, sono state sottoposte ad un fortissimo trauma in maniera continuativa

«Nella sanità del futuro, quella che dovremo ricostruire partendo dalle macerie che ci hanno consegnato coloro che l’hanno gestita fino ad ora, si guariscano non solo gli aspetti fisiologici dei nostri concittadini, ma si presti eguale attenzione anche a sanare le profonde ferite psicologiche che il Covid ha creato in ciascuno di noi». Così Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia sulla sanità italiana del futuro che dovrà essere delineata fin dal prossimo Recovery Plan.

«Ora che il Governo Draghi si è insediato - continua Tagliaferri - auspico un’attenzione egualmente alta anche per i danni psicologici creati da questa pandemia. Nel ricreare la sanità del futuro, soprattutto quella sanità territoriale che, per quanto riguarda l’Emilia-Romagna è stata scientificamente massacrata nascondendo questa vergognosa operazione dietro ad un paio di edifici ristrutturati alla bell’e meglio chiamati pomposamente case della salute, dovremo potenziare adeguatamente anche il numero e le funzioni di psichiatri e psicologi per consentire di rispondere in maniera adeguata agli aumentati bisogni assistenziali derivanti dall’allucinante situazione creata dal virus».

La situazione denunciata dal rappresentante di Fratelli d’Italia, si basa sugli stessi dati del Ministero della Salute che, nel rapporto salute mentale del 2018, riferisce di un organico di professionisti sotto soglia rispetto alla popolazione di ben 14 mila unità. «Nel ripristinare la funzionalità dei Dipartimenti di Salute Mentale, conclude Tagliaferri, spero vengano poi riuniti in un’unica pratica assistenziale sia gli aspetti sanitari veri e propri con quelli sociali, al fine di consentire non solo la cura, ma anche un completo reinserimento nella società dei pazienti. Anche su questo aspetto, quindi confidiamo nelle doti taumaturgiche del neo presidente incaricato Mario Draghi».

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